La Fontana dello Zodiaco: Ruggine e errori esecuzione, sospendere lavori

La riqualificazione della Fontana di Terni, dopo anni di lavoro

La Fontana dello Zodiaco: Ruggine e errori esecuzione, sospendere lavori
Silvano Saveri

La Fontana dello Zodiaco: Ruggine e errori esecuzione, sospendere lavori

La Fontana dello Zodiaco, simbolo indiscusso della città di Terni, è stata oggetto di un ambizioso progetto di riqualificazione dopo anni di negligenza e trattative inconcludenti. Tuttavia, il recente restauro si è rivelato un fallimento, con gravi segni di ruggine che ne denotano una pessima esecuzione. È urgente prendere provvedimenti per affrontare questa situazione e non negare la verità.

| di Marcello Migliosi

Il cantiere per il recupero della Fontana dello Zodiaco si presentava, ai tempi della giunta Latini, come un luogo abbandonato da anni, recintato con lamiera arrugginita e mosaici in condizioni disastrose. Il vecchio castello, ricostruito dopo i bombardamenti, presentava segni evidenti di ruggine, soprattutto nelle saldature che avevano resistito per oltre sessant’anni. L’assessore ai Lavori Pubblici, Enrico Melasecche, si è confrontato con la complessità del problema, collaborando passo dopo passo con la Soprintendenza e acquisendo finanziamenti necessari per il piano di recupero.

Nonostante l’inaugurazione della fontana sia stata un momento di gioia per la città, con la sua illuminazione notturna e gli entusiasmi dei cittadini, i problemi sono emersi successivamente. Da diversi mesi, sono state notate delle anomalie nel castello metallico ricostruito ex novo, a cura di una ditta incaricata dal relativo sponsor. La vernice bianca sulla superficie zincata inizia a staccarsi, lasciando evidenti segni di deterioramento. Inoltre, dalle lame che dovrebbero sgorgare l’acqua, si forma una ruggine invadente che sporca l’acqua e ricopre progressivamente i mosaici, assumendo un colore prima giallo, poi rossastro, sempre più evidente.

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Enrico Melasecche

È imperativo fermare immediatamente il funzionamento della Fontana dello Zodiaco e avviare un’indagine per individuare le cause di questa situazione. Non ha senso continuare a inventare scuse e negare l’evidenza. È chiaro anche ai meno esperti che il castello è stato costruito in modo errato. La ruggine che si sprigiona rappresenta un pericolo grave e ogni giorno che passa, si diffonde in modo sempre più preoccupante. L’assessore e il sindaco avrebbero dovuto affrontare questo problema mesi fa, anche se avrebbe significato ammettere l’errore durante la campagna elettorale.

Il Comune deve contestare alla ditta esecutrice la mancanza di professionalità, mentre lo sponsor si troverà in evidente imbarazzo. È necessario smontare il castello, riportarlo in officina, eseguire una sabbiatura accurata, zincarlo e riverniciarlo solo dopo i trattamenti necessari per evitare il distacco futuro della vernice. È importante ricordare che la precedente verniciatura bianca è durata decenni senza formare macchie così estese come quelle attuali.

La professionalità e l’esperienza sono caratteristiche fondamentali per i pubblici amministratori, in modo da guidare con competenza e ottenere risultati certi in progetti di tale portata. I danni che possono derivare da un’operazione mal gestita sono incalcolabili, soprattutto dal punto di vista morale e dell’immagine della città. È singolare che nessuno abbia notato i problemi in una città con una lunga tradizione nella lavorazione dei metalli, dove si suppone che il controllo della corretta esecuzione di un’opera artistica come questa sia garantito.

La situazione attuale richiede un’azione immediata per non distruggere tutto il lavoro positivo finora svolto e gli investimenti generosi della Fondazione e degli altri sponsor minori. La nuova amministrazione deve intervenire senza indugio per riparare i danni e garantire la corretta conservazione della Fontana dello Zodiaco, un simbolo di importanza storica e culturale per la città di Terni. Solo agendo prontamente sarà possibile preservare il valore di quanto già realizzato e tutelare il patrimonio artistico della comunità.

La Fontana dello Zodiaco, situata nel cuore di Terni, è uno dei simboli più rappresentativi della città umbra. Quest’opera d’arte, che unisce maestria artistica e significato simbolico, è stata oggetto di un ambizioso progetto di riqualificazione per restituirle il suo antico splendore. Tuttavia, l’entusiasmo iniziale si è trasformato in preoccupazione a causa di evidenti segni di cattiva esecuzione che ora minacciano l’integrità e l’estetica della fontana stessa.

Dopo un lungo periodo di incertezze e negoziati inconcludenti con le autorità competenti, la giunta comunale guidata dal sindaco Latini si era finalmente impegnata a riportare la Fontana dello Zodiaco al suo antico splendore. Nel 2018, il cantiere si presentava come un’area abbandonata da anni, con recinzioni arrugginite, materiali sparsi e i vecchi mosaici in condizioni drammatiche. Il castello metallico, ricostruito dopo i bombardamenti, era stato riverniciato ma manifestava già segni evidenti di ruggine, soprattutto nelle saldature che non avevano retto per oltre sessant’anni.

L’Assessore ai Lavori Pubblici si è confrontato con questa complessa situazione, lavorando a stretto contatto con la Soprintendenza e cercando di garantire i finanziamenti necessari per il recupero. Nonostante le difficoltà finanziarie derivanti dalla dichiarazione di dissesto del Comune, sono stati acquisiti finanziamenti supplementari, inclusi quelli generosi della Fondazione Carit, per affrontare le spese straordinarie richieste da un cantiere di tale importanza.

Dopo un lungo e paziente lavoro, alla fine del 2019, la situazione sembrava essere stata risolta positivamente. La Fontana dello Zodiaco è stata riaperta al pubblico in una splendida cerimonia illuminata, suscitando grande entusiasmo tra i cittadini. Tuttavia, i dolori sono iniziati a manifestarsi solo alcuni mesi dopo, quando sono emerse alcune anomalie sul castello metallico appena ricostruito dalla ditta incaricata dallo sponsor. La vernice bianca, che rivestiva le superfici zincate, ha iniziato a staccarsi, lasciando a vista un aspetto disastroso simile alla lebbra. Ma il problema più grave riguarda la formazione di una fastidiosa e invadente ruggine sulle lame d’acqua, che sta lentamente coprendo i mosaici con una patina giallo-rossastra, compromettendone l’estetica e la conservazione.

Di fronte a questa situazione allarmante, diventa indispensabile intervenire prontamente e interrompere ogni attività legata alla Fontana dello Zodiaco. È necessario individuare le cause di queste problematiche che compromettono irrimediabilmente il progetto di riqualificazione. Non ha senso persistere nel negare l’evidenza e proporre teorie infondate per giustificare l’inefficienza dell’esecuzione.

Il Comune deve prendere una decisione netta e impegnarsi a contestare la mancanza di professionalità da parte dell’impresa esecutrice. Lo sponsor, seppur imbarazzato, dovrebbe essere coinvolto nel processo di risoluzione del problema. Il castello metallico deve essere smontato e portato in officina, sottoposto a un accurato trattamento di sabbiatura, zincatura e riverniciatura, garantendo che vengano adottate le necessarie precauzioni per prevenire il distacco della vernice in futuro.

È preoccupante constatare che, in una città con una lunga tradizione nella lavorazione dei metalli, nessuno si sia accorto degli evidenti problemi durante l’esecuzione dell’opera artistica. La professionalità e l’esperienza dovrebbero essere qualità imprescindibili per ogni amministratore pubblico, specialmente quando si tratta di guidare un’opera di tale importanza per l’immagine e l’identità di una comunità.

Ogni giorno che passa, la ruggine invadente del castello metallico minaccia la base delle colonne e penetra nelle stuccature dei mosaici, mettendo a rischio la loro integrità. La fontana rischia di essere danneggiata irreparabilmente se non si agisce tempestivamente. L’amministrazione comunale attuale deve intervenire immediatamente per preservare gli sforzi fatti finora, sia quelli della Fondazione che degli altri sponsor minori, e per evitare ulteriori danni sia a livello morale che di immagine per la città di Terni.

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