Giovane lupo torna in libertà, era stato avvelenato, salvato ad WildUmbria

azione congiunta di WildUmbria e ambulatorio veterinario San Rocco

 
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Giovane lupo torna in libertà, era stato avvelenato, salvato ad WildUmbria


“Oggi, 16 febbraio 2021, siamo intervenuti per rilasciare un lupo in Umbria, al confine con le Marche. Il lupo era stato rinvenuto nei pressi della zona di rilascio in evidente difficoltà, è stato seguito e curato fino a che non è stato ritenuto capace di essere rilasciato in natura. Con l’augurio che possa essere d’interesse per la vostra redazione, abbiamo scritto il seguente comunicato stampa (che alleghiamo anche come file .docx)”. Il racconto, che par quasi un romanzo, esordisce così e racconta della azione congiunta di WildUmbria e dell’ambulatorio veterinario San Rocco che ha permesso la riabilitazione ed il rilascio in natura di un giovane esemplare maschio di lupo appenninico, rinvenuto morente in seguito ad un tentativo di avvelenamento nelle campagne di Nocera Umbra il 9 di febbraio scorso.



Dopo essere stato recuperato e tenuto sotto stretta osservazione nella clinica veterinaria del dottor Bianchini e dalla sua equipe, il lupo (Canis lupus italicus, NdR), grazie al prezioso contributo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e della Regione Umbria, è stato dotato di un radiocollare satellitare e rilasciato, con l’aiuto della Protezione Civile, nel suo ambiente naturale.

Attraverso i dati raccolti dal radiocollare gli zoologi ed i veterinari di WildUmbria potranno monitorare gli spostamenti dell’animale non solo per accertarne lo stato di salute ma anche per fini di ricerca scientifica.
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Queste azioni si sono rese necessarie al seguito di sempre più incresciosi tentativi di bracconaggio ai danni della fauna selvatica protetta che, da troppi nella nostra Regione, viene considerata come un nemico da combattere e non come una risorsa da tutelare ed ammirare.

Dal 2017, contestualmente alla sensibilizzazione, WildUmbria si prodiga 24/24h, tutti i giorni dell’anno nel recupero, nella riabilitazione e nel rilascio degli animali selvatici in difficoltà, avendo in gestione il Servizio di Recupero della Fauna Selvatica e il Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS) della Regione Umbria.

Capita nella nostra regione – è scritto in un comunicato stampa – di dover porre rimedio ad atti di bracconaggio molto più spesso di quanto non si creda; cominciando dai rapaci vittime d’arma da fuoco, che costituiscono una percentuale purtroppo abbastanza di rilievo fra gli animali ospitati al CRAS, ma anche di eventi sporadici come l’avvelenamento del lupo in questione oppure la volpe recuperata (e successivamente rilasciata) con una zampa intrappolata in una tagliola. È inutile sottolineare come queste pratiche siano non solo barbare ma anche e soprattutto pericolose in quanto non permettono di agire specificatamente sulle specie per le quali vengono impiegate, mettendo a rischio non solo gli altri animali selvatici ma anche quelli domestici e, in drammatiche circostanze, l’uomo“.

M2, così è stato rinominato il lupo, a seguito della precedente esperienza con il lupo M1 anch’esso recuperato e dotato di radiocollare satellitare da WildUmbria. “Auguriamo di poter vivere il resto della sua vita in tranquillità – è scritto nel dispaccio – e lontano dalle attenzioni di certe persone.”

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