ANABIC Capostipiti all’asta: creare ramo nobiliare costa come un’auto

 
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ANABIC Capostipiti all'asta: creare ramo nobiliare costa come un'auto

ANABIC Capostipiti all’asta: creare ramo nobiliare costa come un’auto

Capostipiti all’asta: creare un ramo «nobiliare», costa come un’auto Da tutto il mondo all’incanto nel Centro Genetico di Anabic PERUGIA –

  • C’è stato chi è arrivato anche dal Sudafrica e ha soggiornato a Perugia diverso tempo in passato
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pur di partecipare e acquistare il toro più pregiato, con il nome altisonante di ERCULES del ROVERE, e riuscendo a vincere una vera e propria gara a colpi di rilanci e di apprensione, arrivando anche a superare i venti mila euro.

È l’asta dei bovini, che si tiene al centro genetico dell’Anabic a Perugia, nella zona di San Martino in Colle. Animali non destinati al macello, ma a diventare capostipiti in allevamenti di eccellenza o in Centri di massima qualità.
  • La pandemia da Covid non ha scalfito l’attesa e la partecipazione a uno dei momenti più invocato da tutti gli allevatori, arrivati da ogni parte d’Italia

Nei giorni scorsi c’è stato un nuovo summit, nella sede di San Martino in Colle, numerosi imprenditori hanno deciso di partecipare all’incanto, all’insegna del rispetto delle restrizioni legate al Coronavirus.

  • Allevatori giovani, altamente formati, specializzati

e sempre più spesso accompagnati da veterinari o da zootecnici esperti di genetica e profondi conoscitori di razze e di bovini. Gruppi di persone che analizzano e studiano ogni esemplare prima dell’inizio dell’asta vera e propria.

  • Tutti con un solo obiettivo:

acquistare il vitello geneticamente più puro da portare nei propri allevamenti per migliorare la razza e puntare all’eccellenza. Animali che, dopo pochi mesi dalla nascita, possono arrivare a costare quanto una vettura di media cilindrata: un investimento importante per gli allevatori, come ha dimostrato la tornata invernale dell’asta, che ha visto come ‘top price’ il toro di razza chianina «Lorio di Polledraia» venduto al prezzo di oltre 7 mila euro

«Seppur utilizzando tutte le disposizioni legate al contenimento della pandemia, con misure di distanziamento ed anti assembramento – hanno detto Stefano Pignani, direttore di Anabic, e Luca Panichi presidente nazionale – abbiamo voluto portare avanti questo appuntamento per più motivi. Il primo è che, nonostante il periodo, gli allevatori continuano a lavorare e la nostra attività è di supporto fondamentale all’allevamento; il secondo è per sfatare un po’ la paura e far vedere che il mondo produttivo, in piena sicurezza, continua ad andare avanti».
  • L’evento si è svolto negli spazi dell’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne (Anabic)

organismo che nasce con l’obiettivo di promuovere e attuare tutte le iniziative finalizzate al miglioramento e alla diffusione delle razze bovine autoctone italiane: Marchigiana, Chianina, Romagnola, Maremmana e Podolica.

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