Alluvione nel Ternano di giugno 2020, il Comitato sollecita le Istituzioni 📸

"Colpiti dall'alluvione e… subito dimenticati" è l'allarme lanciato dalle zone colpite

 
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Alluvione nel Ternano di giugno 2020, il Comitato sollecita le Istituzioni 📸

Di Rossano Pastura

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«Dall’8 giugno 2020, data del nubifragio che ha causato l’esondazione dei fossi di un’intera area che ha coinvolto ben 6 comuni umbri, sono passati 6 mesi, ma ad oggi nessuna notizia per i cittadini e le attività imprenditoriali colpite da quell’evento». Sono le parole di Gaia Corrieri, segretario del Comitato Gruppo Alluvione 8 giugno.

«Da quei giorni – scrive in una nota -, molte sono state le promesse, gli impegni annunciati, le passerelle e le telefonate di solidarietà da parte dei rappresentanti delle istituzioni, tutte iniziative che, in quei tragici momenti, hanno alimentato speranze per possibili indennizzi».

L’evento, che colpì tra gli altri i comuni di Acquasparta, Avigliano Umbro, Montecastrilli ed Amelia fu definito “straordinario ed eccezionale”. In poche ore, secondo le stime allora diffuse, caddero circa 19 cm di pioggia per metro quadrato, provocando l’esondazione di fossi e torrenti che scorrono nei territori di quei comuni.

«Solo nella frazione di Castel dell’Aquila, nel Comune di Montecastrilli, e in località Rena, nel comune di Avigliano Umbro” specifica la Corrieri, ci furono “allagamenti di oltre due metri, mettendo in ginocchio oltre venti attività produttive fra aziende, artigiani, agricoltori, ed anche intere famiglie con le loro abitazioni private».

Di fatto la forza e l’impeto dell’acqua scardinarono porte, travolse macchinari e materiali con danni stimati per alcuni milioni di euro,  si legge nella nota del Comitato.

  • Purtroppo, ad oggi, tutto tace. Niente aiuti, né sostegni, nessun riconoscimento o attivazione di procedure per lo stato di calamità“, denunciano dal Comitato.

«Nulla, al di fuori di una libera e spontanea iniziativa privata e personale – scrive Gaia Corrieri nella sua accorata lettera inviata alla redazione di Umbriajournal –  che ha provveduto a ripulire i locali, a riattivare i macchinari danneggiati, a ricomporre le scorte del materiale perduto e devastato dall’esondazione. Il fatto che dopo alcune settimane dall’evento quasi tutte le attività hanno ricominciato la produzione e le lavorazioni, non deve far pensare a danni contenuti, solo il tenace impegno degli imprenditori e delle famiglie hanno reso possibile una ripartenza».

In questi giorni, a cavallo della festa dell’Immacolata dell’8 dicembre, si è verificata un’altra esondazione dei fossi, seppur di minor portata, che ha fatto preoccupare per il futuro i componenti del Comitato. La richiesta di attenzione da parte delle Istituzioni e di chiarimenti circa gli interventi previsti appare quindi scontata.

“Chiedo – continua Gaia Corrieri – anche a nome del Comitato, che venga raccolta la nostra richiesta di indennizzo, ma non solo, chiediamo altresì un riscontro certo e documentato su come vengono spesi i proventi delle riscossione dei Contributi Consortili che vengono versati al Consorzio Tevere-Nera da tutti noi contribuenti che ricadiamo nel comprensorio di bonifica”.

Spiega infatti la rappresentante del Comitato che “i fenomeni di allagamento dell’8 giugno scorso, che si erano già manifestati nel 2012, sembrano confermare che non è stato previsto nessun progetto significativo per risolvere quelle criticità idrogeologiche che il Comitato ha già individuato e che testimoniano un’incuria che non può essere solo ricondotta ad eventi climatici eccezionali“.

Sollecitiamo, in qualità di responsabili della sicurezza del territorio, tutti i Sindaci dei Comuni coinvolti di attivare iniziative concrete perché le proposte e le richieste del “Comitato” vengano accolte, investendo in provvedimenti certi e risolutivi, affinché quanto successo non si ripeta più: la misura è ormai colma e la pazienza di noi cittadini terminata” concludono i rappresentanti del Comitato.

  • Il “Comitato Gruppo Alluvione 8 Giugno”, si spiega nella nota,  “è stato costituito da tutti i soggetti danneggiati nella prima settimana successiva al nubifragio di giugno”.

Il gruppo non aveva solo l’intento di sollecitare l’attenzione delle istituzioni alla formale richiesta di risarcimenti, ma anche il compito di stimolare la realizzazione di interventi definitivi per la messa in sicurezza delle zone colpite, partendo dalla verifica dello stato manutentivo dei fossi e dei corsi d’acqua dell’intera zona sotto il controllo del Consorzio Tevere-Nera.

Oltre al danno immediato provocato dall’esondazione del fosso di Valle Molina, per i titolari delle  attività colpite, secondo la Corrieri,  c’è stato “anche il crollo del valore di mercato di alcuni immobili di queste aree, nonostante tutte le edificazioni siano state realizzate nel pieno rispetto della legislazione ed il regolare pagamento degli oneri di urbanizzazione, il corrispettivo che assicura in una lottizzazione che la raccolta ed il deflusso delle acque meteoriche avvenga correttamente”.

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