Agricoltura 4.0 e sicurezza, il progetto Agri.Safe in Umbria

Agricoltura 4.0 e sicurezza, il progetto Agri.Safe in Umbria

Tecnologie avanzate, nuovi rischi e formazione per gli operatori

Illustrati ad Orvieto, durante l’assemblea generale di Confagricoltura Umbria, i primi esiti del progetto “Agri.Safe”, promosso in collaborazione con la Direzione regionale INAIL Umbria per aumentare la sicurezza sul lavoro nel comparto agricolo, uno dei più esposti al rischio infortuni e malattie professionali.

Il programma, nato come iniziativa territoriale pilota, ha lo scopo di analizzare come l’introduzione delle tecnologie avanzate nel settore primario — favorita anche dal Piano di Transizione 4.0 — incida sui rischi per la salute degli operatori. A fronte di macchinari sempre più sofisticati, emerge la necessità di adeguare le competenze di chi li utilizza, superando la formazione normativa obbligatoria con percorsi complementari basati sulla pratica.

Nel corso dell’incontro, sono stati condivisi i dati della ricerca condotta nell’ambito del progetto, che ha coinvolto 96 operatori agricoli umbri. Il 20% del campione rappresenta un segmento significativo dell’agricoltura regionale già orientato verso la digitalizzazione. Il profilo medio risulta composto da uomini italiani tra i 46 e i 55 anni, in prevalenza titolari d’impresa con un livello di istruzione medio-alto.

Quasi tutti gli intervistati hanno confermato l’utilizzo quotidiano di tecnologie evolute, come la guida automatica o sistemi ISOBUS. Tuttavia, solo una parte minoritaria considera adeguata la formazione ricevuta per affrontare i nuovi rischi collegati a queste innovazioni. Pur essendo diffusa la percezione di maggiore sicurezza offerta dai nuovi mezzi — con il 54% che li considera “assolutamente sicuri” — la comprensione reale delle criticità appare ancora parziale.

I rischi più frequentemente rilevati riguardano soprattutto l’uso improprio dei mezzi e le situazioni che derivano dalla perdita di controllo degli stessi. Dati INAIL indicano che il 46% delle morti in agricoltura è causato proprio da incidenti dovuti a ribaltamento o urto di mezzi agricoli. Le nuove tecnologie, sebbene progettate per migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale, impongono infatti un salto organizzativo e cognitivo a cui molti lavoratori non sono ancora pienamente preparati.

Le malattie professionali continuano a rappresentare un problema strutturale del settore. L’incidenza supera quella degli infortuni sul lavoro, con disturbi muscolo-scheletrici (dorsopatie, tendiniti, tunnel carpale) ai primi posti, seguiti da patologie cutanee e tumori legati alla prolungata esposizione al sole. La prevenzione, quindi, non può più limitarsi all’adozione dei dispositivi di protezione, ma deve basarsi su una cultura della sicurezza che consideri l’interazione tra uomo, macchina e ambiente di lavoro.

L’indagine di “Agri.Safe” ha inoltre evidenziato come l’automazione porti benefici solo se gestita consapevolmente. Mentre alcuni operatori segnalano una riduzione dello sforzo fisico, altri riportano aumento di stress, monotonia o fatica, con potenziali rischi di natura psicosociale. Il lavoro solitario, reso possibile dalle tecnologie di guida autonoma, accentua il bisogno di sistemi di monitoraggio, come i dispositivi di localizzazione.

L’adozione di pratiche di sicurezza legate all’uso corretto dei DPI è risultata buona nel campione osservato. Tuttavia, la sottovalutazione del rischio in parte degli intervistati — solo due su novantasei percepiscono come alto il rischio infortunistico — suggerisce che il senso di fiducia nella tecnologia possa indurre a una minore attenzione operativa.

“Agri.Safe” ha prodotto materiali multimediali pensati per fornire strumenti informativi e formativi agli operatori, sensibilizzandoli sull’importanza di conoscere le funzionalità avanzate dei mezzi e i rischi associati. L’interconnessione, requisito chiave per l’accesso agli incentivi fiscali dell’agricoltura 4.0, è vista anche come mezzo per migliorare l’organizzazione del lavoro, attraverso sistemi cloud per la pianificazione e il controllo delle operazioni in campo.

INAIL, da parte sua, continua a sostenere l’ammodernamento del parco macchine tramite i bandi ISI Agricoltura, che impongono la sostituzione dei vecchi mezzi con altri dotati di protezioni antiribaltamento e cinture di sicurezza, per limitare le principali cause di incidenti mortali.

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha sottolineato che l’agricoltura intelligente non rappresenta una soluzione immediata ai problemi di sicurezza. Gli strumenti tecnologici, per quanto avanzati, richiedono processi di apprendimento mirati e prolungati. La progettazione di nuove macchine deve integrare fin dall’inizio criteri ergonomici e misure preventive, superando l’approccio reattivo alla sicurezza.

Il progetto umbro si inserisce in questa direzione, indicando che la tecnologia, da sola, non basta. È l’operatore formato e consapevole a rappresentare il vero elemento di prevenzione. La sfida è costruire un modello che affianchi all’innovazione digitale una crescita parallela delle competenze, per rendere il lavoro agricolo non solo più produttivo, ma anche più sicuro.

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