Nodo di Perugia, bocciatura del Tar, opera vecchia e fuori dal tempo

Nodo di Perugia, il Tar annulla il via libera al Nodino

Il Tar dell’Umbria ha annullato il decreto ministeriale e il parere della Commissione VIA che davano l’ok al progetto definitivo del cosiddetto ‘Nodino’

Il Tar Umbria ha annullato il decreto ministeriale e il parere della commissione Via che autorizzavano il progetto definitivo del cosiddetto Nodino di Perugia, il tratto della E45 tra Madonna del Piano e Collestrada. La decisione, pubblicata il 20 maggio 2026, arriva dopo il ricorso presentato da Italia Nostra e riapre il dibattito politico e ambientale attorno a una delle opere infrastrutturali più discusse del territorio perugino. A commentare la sentenza sono stati Sveva Stancati e Claudio Santi, esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, che parlano di una “clamorosa bocciatura” e di una conferma delle critiche avanzate negli ultimi anni.

“Valutazione ambientale superata”

Secondo quanto evidenziato da AVS, il punto centrale della sentenza riguarda l’obsolescenza della Valutazione di Impatto Ambientale approvata nel 2006 sul progetto preliminare dell’opera. Il Tar avrebbe stabilito che una Via non può mantenere efficacia illimitata nel tempo, soprattutto in presenza di cambiamenti territoriali, ambientali e normativi intervenuti in quasi vent’anni. Per i giudici amministrativi, il contesto attuale risulterebbe profondamente diverso rispetto a quello preso in esame all’epoca della prima valutazione, rendendo necessaria una nuova procedura aggiornata.

Contestata anche la mancanza di partecipazione

Nel documento diffuso da AVS viene sottolineato anche il richiamo del Tar ai principi europei sulla partecipazione pubblica nelle decisioni ambientali. Secondo la ricostruzione degli esponenti politici, la sentenza evidenzierebbe una violazione della Convenzione di Aarhus, che garantisce ai cittadini il diritto di partecipare ai processi decisionali quando le alternative progettuali sono ancora aperte. Il Tribunale avrebbe inoltre contestato la gestione dello studio sulle alternative infrastrutturali, ritenuta non sufficientemente condivisa con la popolazione e con il territorio.

Le critiche ad ANAS e al Ministero

La sentenza respingerebbe anche la linea difensiva sostenuta da ANAS e dal Ministero dell’Ambiente, secondo cui la sostanziale continuità tra progetto preliminare e definitivo sarebbe stata sufficiente per mantenere valida la vecchia Via. Secondo il Tar, questa interpretazione non terrebbe conto delle trasformazioni ambientali e urbanistiche intervenute nel frattempo, comprese le nuove aree protette sorte lungo il tracciato interessato dall’opera. Tra queste vengono richiamate le Zone Speciali di Conservazione “Boschi a Farnetto di Collestrada” e “Ansa degli Ornari”, considerate direttamente coinvolte dal progetto.

AVS rilancia sulla mobilità sostenibile

Per Alleanza Verdi e Sinistra, la decisione del Tar rappresenta l’occasione per aprire una nuova discussione sul futuro della mobilità a Perugia. Nel comunicato viene chiesto di superare una visione basata esclusivamente sul traffico su gomma e sulle grandi opere stradali, puntando invece sul potenziamento del trasporto pubblico e ferroviario. Tra le proposte indicate figurano il rafforzamento della ex FCU, della rete ferroviaria FS e del Minimetrò, considerati strumenti strategici per una mobilità urbana più sostenibile e integrata. Secondo AVS, la sentenza segna la fine di un modello infrastrutturale ritenuto superato e apre la possibilità di una nuova pianificazione partecipata per il sistema dei trasporti dell’area perugina.

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