Tutto esaurito al Morlacchi per «Dalla costola di una colomba»

Tutto esaurito al Morlacchi per «Dalla costola di una colomba»

Il teatro di Vittoria Corallo abbatte distanze e ricostruisce comunità

di Antonella Valoroso
Un teatro gremito e una partecipazione emotiva profonda  da parte del pubblico che ha ‘vissuto’ lo spettacolo insieme agli attori detenuti e agli studenti per esplodere infine in due minuti di applausi. Al Teatro Morlacchi di Perugia, “Dalla costola di una colomba – Assemblea poetica” ha lasciato un segno profondo nelle persone, confermando la forza del teatro quando riesce a diventare spazio di incontro autentico tra persone, storie e sensibilità diverse.

Lo spettacolo, diretto da Vittoria Corallo, nasce all’interno del progetto “Per Aspera Ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, promosso da Acri, realizzato con il sostegno di Fondazione Perugia e prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria.

Dopo il debutto nella Casa Circondariale di Perugia Capanne, la replica del 18 maggio al Morlacchi ha registrato il sold out, segnale evidente di quanto il territorio continui a guardare con attenzione a un’esperienza artistica e umana di grande valore.

L’emozione del pubblico è cresciuta scena dopo scena, fino alla standing ovation che per due minuti ha avvolto il teatro in un clima di forte partecipazione. Un riconoscimento sentito per un lavoro che ha intrecciato ricerca artistica, riflessione civile e coinvolgimento umano, riuscendo ad abbattere simbolicamente le distanze tra il “dentro” e il “fuori”. Il teatro, ancora una volta, ha mostrato la sua capacità di restituire dignità alle persone e centralità alle loro storie.

Liberamente ispirato a “Le tre ghinee” di Virginia Woolf, “Dalla costola di una colomba – Assemblea poetica” affronta temi profondi e attuali come la pace, la libertà, le relazioni di potere e la necessità di costruire nuovi immaginari sociali. «Portare queste domande all’interno di un percorso teatrale in carcere-ha sottolineato la regista Vittoria Corallo-rappresentato una sfida importante, resa possibile grazie al lavoro condiviso tra detenuti attori, professionisti dello spettacolo, studentesse e studenti coinvolti nel progetto. Nel corso degli anni mi sono resa conto sempre più che solo con la libertà artistica si possono superare i limiti della condizione di chi si trova in carcere».

All’allestimento dello spettacolo, accanto ai detenuti attori della Casa Circondariale di Capanne, hanno contribuito le studentesse e gli studenti del Liceo Linguistico e delle Scienze umane «Assunta Pieralli», del Liceo Artistico «Bernardino di Betto», del Liceo Scientifico «Galeazzo Alessi» e dell’Università degli Studi di Perugia. La cura dei movimenti è stata affidata a Marta Bichisao, mentre luci, scene, costumi e paesaggi sonori hanno contribuito a costruire un linguaggio scenico intenso e coinvolgente grazie al lavoro di Emiliano Austeri, Ludovico Lesina, Chiara Ghigi, Rosa Mariotti e Nicola Fumo. I video sono stati realizzati da Riccardo Dogana, con la collaborazione alla formazione di Carlo Dalla Costa.

L’ottava edizione di “Per Aspera Ad Astra” conferma così il valore di un percorso che utilizza il teatro non solo come espressione artistica, ma anche come strumento concreto di crescita personale, formazione e dialogo sociale. Un’esperienza che mette in discussione stereotipi e pregiudizi, creando relazioni nuove e occasioni reali di confronto.

Il successo registrato al Teatro Morlacchi rappresenta molto più di una semplice affermazione teatrale. In una società spesso attraversata da divisioni e diffidenze, esperienze come questa dimostrano come cultura e bellezza possano diventare strumenti reali di trasformazione individuale e collettiva, segnali concreti di una comunità che sceglie di ascoltare, partecipare e lasciarsi interrogare dall’arte.

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