La denuncia del comico a RaiRadio2 tra Orvieto e paesaggi
Phobos – L’Umbria rischia di vedere sorgere sette giganti d’acciaio alte oltre duecento metri nel cuore del proprio territorio rurale. A lanciare l’allarme, nel corso della trasmissione “La Pennicanza” su RaiRadio2, è stato il noto conduttore Rosario Fiorello, che ha trasformato una questione burocratica in un caso nazionale. Sul tavolo c’è il progetto denominato ‘Phobos’, destinato a insediarsi tra Orvieto e Castel Giorgio, che prevede l’installazione di aerogeneratori di dimensioni eccezionali. Lo showman non ha usato mezzi termini: ha parlato di “due grattacieli da settanta piani piazzati in una zona turistica”, ironizzando sulla proporzione tra le dimensioni degli impianti e l’estensione ridotta della regione.
Il silenzio-assenso che fa infuriare il comico
Il meccanismo che ha permesso al progetto di avanzare è quello del silenzio-assenso. In pratica, l’autorizzazione alla costruzione si sarebbe formata automaticamente a causa della mancata risposta tempestiva da parte degli enti locali. Fiorello ha sottolineato come alcuni organi centrali avessero invece espresso parere contrario, rendendo ancora più paradossale la situazione. La denuncia ha messo in luce una crepa nel sistema autorizzativo: quando le amministrazioni tacciono, il progetto passa, anche a fronte di evidenti criticità paesaggistiche. Il conduttore ha chiesto ai suoi ascoltatori di immaginare l’impatto visivo su colline secolari, borghi e percorsi enoturistici.
Un appello diretto alla presidente Proietti
Nel corso della puntata, Fiorello ha rivolto un messaggio chiaro alla Regione Umbria e alla sua presidente Stefania Proietti. Esiste ancora una strada percorribile, ha spiegato: l’avvio di un procedimento di annullamento in autotutela del silenzio-assenso. Lo showman ha invitato le istituzioni a non restare inerti, definendo “devastante” l’impatto delle pale da duecento metri su una terra definita da sempre il cuore verde d’Italia. L’appello ha assunto i toni della mobilitazione civile, con il conduttore che ha ribadito più volte il proprio sostegno all’energia pulita, ma non a qualsiasi costo e senza criteri urbanistici adeguati.
Territorio e turismo sotto scacco
L’area compresa tra Orvieto e Castel Giorgio è da decenni meta di visitatori attratti da paesaggi rurali rimasti intatti. Gli operatori turistici della zona temono un crollo delle presenze qualora i sette colossi prendessero forma. Le pale eoliche, per quanto utili alla transizione energetica, altererebbero in modo permanente lo skyline di colline, vigneti e oliveti secolari. Le associazioni ambientaliste locali si sono già mobilitate, chiedendo una valutazione d’impatto paesaggistico più rigorosa. Dal palco radiofonico, Fiorello ha amplificato queste voci, trasformando una vicenda tecnica in un caso di coscienza collettiva.
Le regole del silenzio-assenso sotto accusa
La legge prevede che l’inerzia della pubblica amministrazione possa equivalere a un’approvazione tacita, ma in materia di impianti industriali di grandi dimensioni il ricorso a questo istituto è sempre più contestato. Giuristi ed ecologisti sottolineano come il meccanismo sia nato per snellire procedure minori, non certo per autorizzare aerogeneratori alti quanto un grattacielo. Fiorello ha cavalcato questa contraddizione, chiedendosi a gran voce come sia possibile che un parere contrario di organi tecnici centrali venga scavalcato dal semplice trascorrere dei giorni. La sua indignazione ha trovato eco sui social, dove l’hashtag #SalvaUmbria ha iniziato a circolare.
Energia pulita sì, ma con buon senso
Il conduttore ha voluto blindare il proprio intervento da facili strumentalizzazioni, ribadendo che nessuno vuole opporsi alla produzione di energia rinnovabile. “Le cose vanno fatte con criterio”, ha scandito durante la trasmissione, invitando a localizzare le pale in aree già compromesse o industriali. La sua posizione, condivisa da molti ascoltatori, distingue tra una transizione ecologica ragionevole e una speculazione che sfrutta i vuoti normativi. La presidente Proietti non ha ancora risposto ufficialmente, ma la pressione mediatica cresce ora di ora.


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