Ternana nel caos, asta decisiva arriva il 22 maggio

Ternana nel caos, asta decisiva arriva il 22 maggio

Sindaco Bandecchi fra il sogno della Serie D e il nodo vincoli

La storia della Ternana approda a un bivio epocale mentre la città e i tifosi attendono risposte che tardano ad arrivare. Venerdì prossimo il tribunale di Terni esaminerà le offerte per il ramo sportivo, momento cruciale che definirà il futuro della squadra rossoverde nel suo centunesimo anno di attività. Parallelamente, Stefano Bandecchi emerge come figura centrale di una trattativa che incrocia il piano sportivo con questioni amministrative e politiche di rilievo.

Le pendenze legali e il nodo della compatibilità

La questione che sovrasta ogni altra considerazione riguarda i vincoli che impediscono a Bandecchi di guidare direttamente il club. Quando il sindaco di Terni ha assunto la carica nel 2023, è stato obbligato a cedere la proprietà rossoverde a Nicola Guida per questioni di incompatibilità amministrativa. Questo impedimento persiste tuttora e rappresenta un ostacolo significativo su cui ricade l’ombra delle successive mosse. Le donne della Ternana, costrette a disputare le gare a Narni, incarnano direttamente questa situazione problematica: non possono utilizzare lo stadio Liberati poiché la struttura appartiene al Comune, di cui lo stesso Bandecchi è azionista di controllo.

L’asta del 22 maggio e lo scenario del dilettantismo

Il tribunale ternano procederà con l’esame delle proposte presentate per acquisire il ramo sportivo della società. Gli ultimi mesi hanno visto una riduzione considerevole dell’indebitamento grazie al contributo sacrificale di calciatori e dipendenti, che hanno accettato di rinunciare a porzioni significative dei loro crediti. Nonostante questi sforzi, il rischio che la procedura fallisca rimane concreto. L’eventualità di una seconda asta deserta comporterebbe conseguenze devastanti: la ripartenza dall’Eccellenza con una nuova società, praticamente equivalente a una morte amministrativa dell’ente storico.

La mossa della città di Orvieto e gli equilibri regionali

In queste ore si profila una soluzione alternativa che aggiunge complessità all’intreccio. Bandecchi ha manifestato l’intenzione di procedere con l’acquisizione del titolo sportivo dell’Orvietana, attualmente militante in Serie D, e avrebbe raggiunto un’intesa con Roberto Biagioli, presidente e proprietario della società biancrossa. Questo scenario comporterebbe uno spostamento geografico della proprietà sportiva, con implicazioni che vanno oltre il semplice aspetto calcistico. La sindaca di Orvieto Roberta Tardani ha diffuso una nota ufficiale invocando “rispetto, serietà e scelte responsabili per un pezzo di storia della città”, mescolando preoccupazione istituzionale e orgoglio locale.

I tempi stretti e le soluzioni compatibili

Le prossime sette giorni rappresentano un lasso temporale cruciale dove decisioni e approfondimenti dovranno necessariamente accelerare. La struttura giuridica dell’incompatibilità rimane il vero nodo da sciogliere: come potrebbe Bandecchi guidare una società quando la legge glielo vieta? Quale soluzione amministrativa o di governance potrebbe aggirare questo ostacolo senza violare le norme? Queste domande non hanno ricevuto risposte esaustive dai principali attori in campo.

Lo sport come specchio della comunità

La Ternana non rappresenta semplicemente una squadra di calcio per il territorio umbro. Centouuno anni di storia sono intrecciati con l’identità collettiva della città, il campanilismo locale, le aspirazioni di una comunità che guarda al calcio come elemento di coesione. Le vicende giudiziarie, gli assetti proprietari, le battaglie amministrative sono però calate sempre più sul piano dello scontro tra personalità e poteri, perdendo di vista il valore culturale che la società racchiude. I tifosi vivono questa situazione come un’agonia prolungata, oscillando tra speranza di salvataggio e paura della dissoluzione definitiva.

Uno scenario aperto e denso di incognite

Le mosse di Bandecchi descrivono un leader politico e imprenditoriale che non rinuncia ai propri obiettivi, trovando però il percorso intralciato da norme pensate per garantire la separazione tra ruoli. La municipalità di Orvieto, geograficamente vicina ma amministrativamente distinta, potrebbe rappresentare una soluzione geograficamente creativa. Tuttavia, questa strada apre interrogativi su cosa significherebbe davvero per Terni perdere il controllo del proprio club storico a favore della città confinante. Il tribunale avrà poco più di una settimana per esaminare gli effettivi progetti presentati. Se questi non arriveranno, la procedura fallimentare seguirà il percorso già tracciato, costringendo la comunità ternana a ricostruire tutto da zero partendo dalla serie inferiore.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*