Infrastrutture ferroviarie regionali: progetto cambia mobilità umbra

Infrastrutture ferroviarie regionali: progetto cambia mobilità umbra

Trasporti pubblici potenziati, la soluzione prima dei nuovi tracciati

La Filt Cgil umbra rilancia la propria visione strategica sulla mobilità regionale, tracciando una strada alternativa alle attuali priorità infrastrutturali. Nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la Camera del lavoro di Perugia, il segretario generale Ciro Zeno ha esposto con chiarezza le posizioni dell’organizzazione sindacale rispetto a due questioni fondamentali per lo sviluppo dei collegamenti regionali: la realizzazione della stazione alta velocità Medio Etruria e il controverso Nodino di Perugia.

La critica alla stazione Medio Etruria

L’organizzazione sindacale respinge categoricamente il progetto della nuova infrastruttura in Toscana. Secondo Zeno, il tracciato proposto comporterebbe tempi di percorrenza proibitivi: dalla capoluogo umbro occorrerebbero quasi sessanta minuti in automobile per raggiungere la ipotetica stazione di Creti. Ancora più problematica risulterebbe l’alternativa rappresentata dai mezzi pubblici, che richiederebbe molteplici trasbordi e cambio di vetture, rendendo l’intera esperienza di viaggio inefficiente e impraticabile.

La critica non riguarda soltanto gli aspetti logistici. Zeno sottolinea l’assenza di una visione strategica complessiva, evidenziando come investimenti di questa entità non risolverebbero i problemi strutturali della regione. La Filt Cgil sostiene che priorità differenti dovrebbero orientare le decisioni degli amministratori pubblici.

La proposta delle bretelle ferroviarie

Al contrario, l’organizzazione sindacale rilancia con forza la realizzazione di bretelle ferroviarie che potenzino i collegamenti interni. Due interventi specifici emergono come strategici: il primo prevede il raccordo tra Borghetto e Castiglione del Lago, un’opera già contemplata nel Piano trasporti regionale. Questo tracciato collegherebbe direttamente la linea proveniente da Perugia alla linea Firenze-Roma, eliminando il passaggio obbligato dalla stazione di Terontola e il conseguente cambio banco.

Una soluzione parallela verrebbe applicata a Terni, dove l’allaccio diretto eviterebbe l’ingresso nella stazione cittadina e favorirebbe il massimo utilizzo della nuova linea dell’ex Fcu, garantendo il collegamento con Roma in due ore e trenta minuti. Zeno propone inoltre Ponticelli di Città della Pieve come unica sede concepibile per una eventuale stazione alta velocità in Umbria, data la posizione geografica ideale dove le linee direttissima e lenta si affiancano, raggiungibile agevolmente dal capoluogo attraverso il potenziamento della via Pievaiola.

Il nodo perugino sotto esame

Rispetto al Nodino di Perugia, la Filt Cgil adotta una posizione più sfumata, non dichiarando contrarietà preconcetta, ma sottolineando la necessità di analisi approfondite dei flussi automobilistici sulla tratta. Prima di procedere con investimenti infrastrutturali massicci, occorrerebbe verificare che tali opere producano effettivamente benefici tangibili sulla mobilità e sulle comunità locali.

Potenziamento dei mezzi pubblici come priorità assoluta

Il cuore della visione sindacale risiede nel rilancio dei trasporti collettivi. Zeno sottolinea una contraddizione strutturale: mentre la Regione Umbria investe circa un miliardo di euro in un nuovo accordo di servizi con Trenitalia, molti treni e autobus circolano semivuoti. Prima di realizzare nuove infrastrutture, la strategia dovrebbe mirare a saturare la capacità dei mezzi pubblici già disponibili.

L’organizzazione sindacale chiede di introdurre sconti significativi per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, proponendo anche interventi comportamentali radicali come la chiusura dei centri storici alle automobili durante il fine settimana. L’obiettivo è modificare profondamente la mentalità dei cittadini sulla mobilità, rendendo i trasporti collettivi non solo più convenienti, ma anche più efficienti ed efficaci.

Il Patto per i trasporti umbri

Centrale nella visione della Filt Cgil rimane l’attuazione del Patto per l’amore dei trasporti umbri, sottoscritto dalle istituzioni regionali a gennaio. Questo accordo rappresenta il framework attraverso cui implementare le trasformazioni culturali e infrastrutturali necessarie. Zeno conclude sottolineando che le amministrazioni devono dimostrare concretamente la propria fiducia nei mezzi pubblici, non attraverso comunicati stampa, ma mediante investimenti coraggiosi e decisioni difficili ma necessarie.

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