La giunta a Perugia accelera sulla transizione energetica
Perugia, 19-03-2026 – L’Assemblea legislativa ha dato il via libera definitivo alle modifiche della legge regionale 7/2025, segnando un passaggio cruciale per la politica ambientale umbra. L’intervento si è reso necessario per allineare le strategie locali al nuovo quadro normativo nazionale dettato dal decreto legislativo 190/2024. Thomas De Luca, assessore all’Ambiente e all’Energia, ha sottolineato come la velocità dell’approvazione risponda all’urgenza di fornire certezze agli operatori del settore. Il provvedimento mira a semplificare l’iter burocratico per la costruzione di nuovi impianti, senza però rinunciare al controllo pubblico sulla gestione del suolo. Questa accelerazione legislativa riflette la volontà politica del Patto Avanti di rispondere alla crisi energetica globale attraverso strumenti normativi chiari, capaci di coniugare lo sviluppo industriale con la protezione delle risorse naturali regionali.
Il nuovo testo ribadisce con forza la distinzione tra le aree destinate allo sviluppo energetico e quelle soggette a vincoli stringenti. In particolare, l’amministrazione ha recepito integralmente le direttive ministeriali, confermando la validità dei criteri di protezione già stabiliti dal decreto del 2010. Sebbene la classificazione di “area non idonea” non comporti un divieto assoluto per legge, essa segnala una probabilità elevatissima di esito negativo nelle fasi di valutazione ambientale. L’obiettivo dichiarato è impedire una crescita disordinata e predatoria degli impianti sovramodulati che potrebbero deturpare l’identità paesaggistica umbra. Per questa ragione, il regime semplificato per le fonti rinnovabili si applicherà esclusivamente se il progetto ricade interamente nei perimetri considerati idonei dalla Regione, evitando qualsiasi zona d’ombra legislativa che possa favorire la speculazione territoriale.
Un pilastro fondamentale della riforma riguarda la promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). L’Umbria si conferma pioniera nell’individuare aree specifiche a servizio delle realtà locali, riconoscendo l’autoproduzione come un diritto fondamentale per cittadini e imprese del territorio. Questa visione di “transizione democratica” punta a trasformare l’energia in una risorsa diffusa, governata direttamente dalle istituzioni di Perugia e dei comuni limitrofi, piuttosto che lasciarla in mano a grandi player esterni. In tal senso, la collaborazione leale con il Governo e i Ministeri competenti ha permesso di sciogliere i nodi legati alla legittimità costituzionale del precedente testo, integrando anche le novità introdotte dal piano Transizione 5.0. Si definisce così un ecosistema normativo che protegge il “cuore verde d’Italia” pur abbracciando la modernizzazione tecnologica.
Sul fronte della produzione eolica, le modifiche introducono una mappatura rigorosa basata sull’esposizione panoramica. Questo lavoro cartografico sarà oggetto di una costante condivisione con la Soprintendenza dell’Umbria, al fine di garantire che l’installazione di aerogeneratori non interferisca con i profili storici e naturalistici del territorio. La precisione tecnica di queste nuove mappe serve a superare l’incertezza che in passato ha bloccato piccoli e medi progetti essenziali per il tessuto economico locale. Definendo con esattezza le “ulteriori aree idonee”, la Regione offre oggi una guida sicura per gli investimenti ecosostenibili.
L’atto conclusivo di questo percorso legislativo, come riporta l’Agenzia Umbria Notizie – garantisce che la produzione di energia pulita non avvenga a discapito della bellezza identitaria regionale, ma diventi uno strumento di emancipazione economica e climatica per l’intera comunità.

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