Risultati concreti senza dipendere dal privato accreditato
La Usl Umbria 1 interviene per chiarire la portata del proprio piano di recupero delle liste di attesa, dopo alcune interpretazioni circolate sulla stampa. L’azienda sanitaria ribadisce che l’intervento non si limita al ricorso al privato accreditato, ma si fonda soprattutto su un insieme di azioni interne strutturate, che nei primi sette mesi dell’anno hanno prodotto un aumento del 7% della produzione complessiva, pari a oltre 12.000 prestazioni aggiuntive in ambito diagnostico e clinico.
Secondo quanto diffuso dal comunicato di Cittadino e Provincia, questo incremento è frutto esclusivo della riorganizzazione interna e della dedizione del personale sanitario. Tra le strategie messe in campo spicca la rimodulazione delle agende ambulatoriali, con un riequilibrio delle prestazioni da esami meno critici, come radiografie, a quelle più urgenti, tra cui le risonanze magnetiche.
Un ruolo importante è svolto dalla collaborazione con il Sumai, il sindacato dei medici ambulatoriali, che ha permesso di incrementare l’offerta con oltre 2.000 prestazioni in più, migliorando al tempo stesso la gestione dei pazienti cronici anche grazie a strumenti di telemedicina.
L’integrazione con il privato resta parte della strategia, ma solo come supporto su prestazioni specifiche, dalle ecografie alle prime visite dermatologiche. L’azienda sottolinea come si tratti di una misura integrativa, mai sostitutiva del lavoro interno. Un ulteriore asse è rappresentato dall’accordo con l’Azienda ospedaliera di Perugia, che garantisce migliaia di esami aggiuntivi, soprattutto per i cittadini del capoluogo.
Sul fronte dei risultati, i numeri certificano progressi significativi: i Percorsi di tutela sono passati da 45.000 del 16 giugno a 33.881 al 22 settembre, con un recupero netto di circa 12.000 casi. Inoltre, entro giugno 2025 sono state smaltite le 8.000 prestazioni rimaste in sospeso dal 2024. Un miglioramento tangibile riguarda anche le ricette Rao scadute, ridotte da 3.500 a 1.300 nello stesso arco temporale.
La Usl sottolinea che non emergono criticità nelle visite urgenti da completare entro 3 o 10 giorni. L’insieme di questi dati, osserva l’azienda, dimostra che la vera leva di cambiamento resta l’efficienza organizzativa interna, rafforzata dal lavoro con i medici ambulatoriali e con l’Azienda ospedaliera di Perugia.

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