Regione: la transizione si farà solo con le rinnovabili
La Regione Umbria ha respinto il disegno di legge nazionale sulla “Delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile”, esprimendo un parere nettamente contrario durante la consultazione della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità. La posizione, allineata a quella di tutte le regioni presenti in sede tecnica e politica, deriva dalla mancata considerazione delle richieste avanzate da Anci e dalle stesse amministrazioni regionali, che chiedevano modifiche sostanziali al testo.
Alla base della contrarietà dell’Umbria vi è il rifiuto assoluto di ospitare centrali nucleari o depositi di scorie sul proprio territorio, insieme alla preoccupazione per l’esclusione delle regioni dalle decisioni sulla localizzazione degli impianti. Il disegno di legge, secondo la Regione, attribuisce ai privati un potere eccessivo, marginalizzando il ruolo delle istituzioni territoriali e scavalcando il principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione.
La Regione contesta anche l’assenza di strumenti di compensazione ambientale, oltre al rigetto degli emendamenti che chiedevano l’intesa con le autonomie locali e l’integrazione della pianificazione regionale nei processi decisionali. In particolare, la bocciatura dell’emendamento per l’inserimento delle regioni nel processo di scelta dei siti viene interpretata come una volontà esplicita di centralizzazione e una riduzione delle competenze territoriali.
Un altro punto critico riguarda la mancanza di differenziazione tra le tecnologie nucleari: il testo non distingue tra fissione e fusione, né prende in esame opzioni tecnologiche come i reattori a sali fusi di torio, giudicati meno impattanti. Inoltre, la proposta ignora ogni forma di dibattito pubblico, escludendo il coinvolgimento degli enti locali e delle comunità nella pianificazione e nell’autorizzazione degli impianti.
Gravi carenze sono state rilevate anche in merito alla valutazione ambientale, con il respingimento delle richieste di introduzione della Valutazione Ambientale Strategica e l’assenza di un sistema di monitoraggio ambientale a lungo termine.
In risposta, la Regione Umbria ribadisce la propria linea strategica fondata sulle fonti rinnovabili: idroelettrico, fotovoltaico ed eolico saranno al centro della transizione energetica regionale, escludendo categoricamente ogni ipotesi di impianti nucleari.

poi succede che mettono specchi solari e siccome lo si fa in terreni di un comune amministrato dai rivali, non va bene. sono un corto circuito perenne