Umbria, 50 trappole attive per controllare le zanzare

Umbria, 50 trappole attive per controllare le zanzare

Parte la sorveglianza Usl1 contro Dengue e West Nile

Umbria – Con il completamento dell’installazione nel parco Santa Giuliana di Perugia, l’Usl Umbria 1 ha attivato una rete di 50 dispositivi per monitorare la presenza di zanzare nel territorio. L’intervento si inserisce nel Piano nazionale di contrasto alle arbovirosi 2020–2025, finalizzato a limitare la diffusione di virus trasmessi da vettori come la Dengue, la Chikungunya e il West Nile.

Le trappole, operative senza l’uso di sostanze chimiche, sono state collocate in luoghi sensibili e ad alta frequentazione: strutture sanitarie, zone turistiche, nodi di trasporto e aree interessate da eventi pubblici. Tra queste, rientrano gli spazi che ospitano manifestazioni come Umbria Jazz e i siti turistici del Lago Trasimeno.

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Il progetto ha l’obiettivo di mappare la distribuzione degli insetti vettori sul territorio, consentendo una sorveglianza attiva e puntuale. La strategia è orientata alla tutela della salute di cittadini, personale sanitario e visitatori, in un contesto in cui i cambiamenti ambientali favoriscono l’espansione di specie portatrici di virus.

L’iniziativa è sostenuta con fondi del Piano nazionale per gli investimenti complementari, nell’ambito del programma “Salute, Ambiente, Biodiversità e Clima”. L’approvazione regionale è arrivata con la delibera della Giunta n. 669 del 2024.

Le analisi delle zanzare catturate saranno condotte dall’Istituto Zooprofilattico di Umbria e Marche, con sede ad Ancona. Qui si procederà all’identificazione delle specie e all’analisi virologica per individuare l’eventuale presenza di agenti patogeni. Il monitoraggio coinvolgerà anche i canili sanitari, dove si cercheranno parassiti come la Leishmania infantum nei flebotomi catturati.

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La realizzazione del piano ha richiesto un coordinamento tra più enti, tra cui Comuni interessati e Provincia di Perugia. La sinergia istituzionale ha permesso di attuare un intervento capillare in grado di rispondere alle nuove minacce sanitarie legate al clima e alla mobilità globale.

L’intero impianto si colloca in una visione preventiva di sanità pubblica, dove il controllo del territorio diventa uno strumento per contrastare la diffusione di malattie infettive trasmesse da insetti, sempre più presenti anche in aree precedentemente non coinvolte.

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