Nel giorno in cui la vita vince la morte, se n’è va un uomo di Dio

Papa Francesco ci ha lasciati proprio nel Lunedì dell’Angelo

Nel giorno in cui la vita vince la morte, se ne va Papa Francesco

di Marco Squarta
Nel giorno in cui la vita  – Nel giorno in cui la vita vince la morte, se n’è andato un uomo di Dio.
Papa Francesco ci ha lasciati proprio nel Lunedì dell’Angelo, quel giorno in cui il cielo ricorda al mondo che l’amore non muore mai.
E forse non è un caso. Perché lui, quell’amore, l’ha incarnato ogni giorno.
Ha scelto di essere il Papa degli ultimi. Di parlare con gli occhi, con gli abbracci, con la verità scomoda del Vangelo vissuto.
Ci ha insegnato che Dio si trova tra i poveri, nei vicoli dimenticati, nei cuori spezzati.
Con le sue parole semplici ha guarito ferite profonde. Con la sua voce tremante ha gridato pace in un mondo sordo.
Con la sua umiltà ha ricordato a tutti noi che la grandezza non sta nei troni, ma nelle ginocchia piegate davanti al dolore dell’altro.
Oggi il mondo intero piange.
Ma il cielo festeggia.
Perché torna a casa un pastore buono, che ha speso la vita per portare un po’ di cielo quaggiù.
Grazie, Francesco.
Per averci insegnato che la fede non è un dogma, ma una carezza.
Che la Chiesa può essere madre, rifugio, tenerezza.
Che ogni essere umano merita rispetto, ascolto, amore.
Tu sei salito al Padre proprio nel giorno della Resurrezione che continua.
E noi, mentre piangiamo, ti promettiamo di non dimenticare.
Il tuo amore resta. Il tuo esempio resta. Tu resti.
Buon viaggio, Santo Padre.
Nel silenzio, ora, preghiamo. E piangiamo.
Con il cuore pieno di gratitudine

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