Manovra fiscale senza fondamento: richiesto ritiro legge

Manovra fiscale senza fondamento: richiesto ritiro legge

La giunta regionale accusata di aver basato la manovra su un documento inesistente

Manovra fiscale – Durante l’audizione odierna in Terza Commissione, i vertici di KPMG hanno confermato che la manovra fiscale varata dalla Giunta regionale dell’Umbria si basa su un documento che non esiste. Secondo quanto emerso, non è stato mai consegnato alcun report definitivo da parte di KPMG, ma solo un “documento di lavoro in progress”, come precisato dagli stessi rappresentanti della società, che non ha alcun valore ufficiale. La vicenda riguarda la presunta analisi di un disavanzo nella sanità umbra, che ha portato all’introduzione di una manovra finanziaria che ha suscitato forti polemiche.

I consiglieri regionali di opposizione, tra cui Donatella Tesei (Lega), Enrico Melasecche (Lega), Paola Agabiti (Fratelli d’Italia), Eleonora Pace (Fratelli d’Italia), Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza (Forza Italia), Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Umbria Civica – Tesei Presidente), hanno sollevato serie perplessità in merito alla gestione della situazione da parte della presidente della Regione, Stefania Proietti. La Giunta avrebbe infatti basato la sua manovra su un documento ritenuto dalla società KPMG non definitivo e in corso di elaborazione, sollevando dubbi sulla trasparenza e la correttezza del processo.

In particolare, è stato chiarito che il disavanzo della sanità umbra ammonta a 34 milioni di euro, cifra che finalmente è stata riconosciuta anche dalla presidente Proietti. La somma è nettamente inferiore alle precedenti stime pubblicate, che parlavano di 243 milioni, 90 milioni o anche 73 milioni, come dichiarato da alcune forze politiche di centrosinistra. Secondo i consiglieri di centrodestra, tale cifra non va nemmeno sommata ai 39 milioni di euro del fondo di dotazione, la cui erosione risale a periodi precedenti l’attuale giunta regionale.

Il documento in possesso di KPMG, dunque, ha evidenziato un disavanzo di 34 milioni, ma il suo stato incompleto e provvisorio non giustificherebbe l’introduzione immediata di un piano fiscale così impattante. Inoltre, la società incaricata non ha nemmeno firmato il contratto con la Regione, il quale le è stato inviato solo il 2 aprile, a posteriori rispetto alle decisioni prese dalla Giunta. Questo aspetto, sottolineano i consiglieri di opposizione, fa sorgere ulteriori interrogativi sulla trasparenza e l’efficacia del processo decisionale.

La decisione della Giunta di aumentare le tasse in modo repentino è stata duramente contestata dai consiglieri di centrodestra, che accusano la presidente Proietti di aver agito senza un adeguato confronto con le forze politiche e senza aver esplorato soluzioni alternative, come riforme strutturali. Le opposizioni sostengono che l’aumento delle tasse sia stato introdotto frettolosamente, senza dare spazio a una discussione approfondita e a un esame completo delle possibili alternative.

In merito alla documentazione richiesta, i consiglieri di opposizione hanno fatto notare che la presidente Proietti non ha ancora fornito l’estratto “prime evidenze”, che sarebbe stato in suo possesso prima della conferenza stampa del 26 marzo. Nonostante le richieste ufficiali, avanzate in diverse sedi istituzionali, la documentazione non è stata ancora rilasciata. L’assenza di tale documento alimenta ulteriori sospetti sulla mancanza di chiarezza nel processo decisionale.

Di fronte a questa situazione, i consiglieri di opposizione hanno annunciato che continueranno la loro protesta in Consiglio regionale fino al ritiro del disegno di legge, ritenuto immotivato e dannoso per i cittadini umbri. La richiesta è chiara: la giunta deve fare marcia indietro e revocare la manovra fiscale, che, secondo le opposizioni, non ha una base solida e potrebbe avere effetti negativi sulle famiglie e sulle imprese della regione.

In sintesi, la vicenda ha messo in luce gravi incertezze nella gestione delle finanze regionali e nella trasparenza delle decisioni politiche. L’audizione in Commissione ha sollevato nuovi dubbi e ha confermato le preoccupazioni degli esponenti dell’opposizione, che ora chiedono un intervento immediato per correggere quelle che ritengono essere gravi disfunzioni. La Giunta regionale è chiamata a fare chiarezza sui documenti e sulle informazioni che hanno portato all’introduzione della manovra fiscale e a considerare le alternative, come le riforme strutturali, per evitare aumenti di tasse dannosi per i cittadini umbri.

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