Fondi insufficienti, posti letto mancanti, studenti esclusi
L’Unione degli Universitari ha diffuso un rapporto sulle difficoltà legate all’attuazione del PNRR per gli alloggi degli studenti. Il documento, presentato alla Camera dei Deputati, denuncia criticità nella realizzazione degli obiettivi previsti.
“Dai nostri dati – afferma Damiano Di Giovanni, responsabile politiche abitative dell’UDU – emergono problemi rilevanti. I posti letto attualmente finanziati tramite decreti ministeriali sono 11.623, ben al di sotto del traguardo dei 60.000 da raggiungere entro giugno 2026. Questo ritardo mette a rischio i fondi previsti, che potrebbero essere revocati, danneggiando l’intera comunità studentesca. Un problema ancora più grave considerando che negli ultimi tre anni gli affitti sono aumentati del 38%.”
Attualmente in Italia ci sono 900.000 studenti fuori sede, ma i posti letto pubblici disponibili sono solo 46.193, coprendo appena il 5% della domanda. “Con i fondi del PNRR – prosegue Di Giovanni – la disponibilità salirà solo dello 0,5%, un risultato ben lontano dalle promesse. La distribuzione degli alloggi finanziati appare casuale e non basata su criteri strategici, lasciando escluse intere città universitarie.”
Il problema è evidente in Umbria, dove attualmente esistono 1.350 alloggi pubblici per 13.500 studenti fuori sede, con una copertura del 10%. Tuttavia, secondo Nicoletta Schembari, coordinatrice di UDU Perugia, il piano del Ministero non prevede nuovi interventi nella regione. “La crisi abitativa ha colpito duramente gli studenti dal 2022, eppure nessun finanziamento è stato destinato al nostro territorio. Ancora una volta le scelte del Governo Meloni penalizzano gli universitari.”
Schembari sottolinea che erano state avanzate richieste per incrementare le risorse dedicate agli alloggi pubblici, tra cui un emendamento per salvaguardare i fondi del PNRR. “Il Governo ha bocciato la nostra proposta, che avrebbe incentivato la partecipazione degli enti pubblici e garantito maggiore accessibilità. Ora la Ministra Bernini dovrà assumersi la responsabilità di questo fallimento, mentre l’emergenza abitativa resta irrisolta.”
Le criticità evidenziate dall’Unione degli Universitari pongono interrogativi sul futuro dell’edilizia studentesca in Italia, con il rischio concreto di perdere i finanziamenti europei senza migliorare la situazione per gli studenti fuori sede.
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