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Raddoppio Spoleto-Campello, Galgano (CI): tempi biblici, dopo 16 anni basta ritardi

Raddoppio Spoleto-Campello, Galgano (CI): tempi biblici, dopo 16 anni basta ritardi
Adriana Galgano

Raddoppio Spoleto-Campello, Galgano (CI): tempi biblici, dopo 16 anni basta ritardi

Raddoppio Spoleto-Campello, il problema della decrescita dell’Umbria sta anche nell’isolamento infrastrutturale che la penalizza da decenni. E’ assurdo che per terminare i lavori del tratto ferroviario Spoleto-Campello, di appena dieci chilometri, ci vogliano anni: è iniziato nel 2001, siamo nel 2017 quindi ne sono passati già 16 e i lavori sono tuttora in corso. Oggi, in risposta alla mia ennesima sollecitazione, mi viene detto che soltanto per indire la nuova gara di assegnazione si dovrà aspettare almeno la fine dell’anno. Troppo”. Così Adriana Galgano, deputata di Civici e Innovatori, ha replicato in commissione Trasporti al sottosegretario, Umberto Del Basso De Caro discutendo la sua interrogazione per sollecitare il completamento del raddoppio del tratto Spoleto-Campello. Del Basso De Caro ha confermato la rescissione del contratto con la Tecnis spa, vincitrice dell’ultima gara appalto, e la rinuncia alla commessa della seconda azienda in graduatoria. Da qui la necessità di indire un nuovo bando per il quale si dovrà attendere la fine dell’anno.

“Il raddoppio del tratto Spoleto-Campello deve essere ultimato quanto prima – ha continuato Galgano – anche alla luce dell’apertura della Regione alla proposta di allacciare l’Umbria all’Alta velocità. L’area di Terni e Spoleto, infatti, potrà essere attraversata dai treni veloci soltanto quando il cantiere verrà chiuso visti i problemi attuali che si registrano in quel tratto al passaggio dei convogli. Torno, quindi, a chiedere al Governo maggiore attenzione per l’Umbria, per la situazione del trasporto ferroviario locale e delle infrastrutture penalizzate da decenni di mancati investimenti”.

I lavori per il raddoppio Spoleto-Campello sono iniziati nel 2001 e, tra fallimenti delle ditte vincitrici degli appalti e ritardi, ha già comportato una spesa di 100 milioni di euro. L’ultima azienda vincitrice del bando, la Tecnis spa, ha rescisso il contratto a seguito dell’interdittiva antimafia emessa nei suoi confronti in relazione all’inchiesta sugli appalti di Anas.

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