Scelta Civica appoggia Ricci, intervista ad Adriana Galgano

Legge sull'ambiente, in tre piazze dell'Umbria per raccogliere firme

Onorevole, Scelta Civica in Umbria ha deciso di appoggiare la lista “Cambiare in Umbria con Ricci”. Una decisione forte, perché? 

“Perché nella nostra regione c’è bisogno di un drastico cambio di rotta. L’Umbria ha pagato un prezzo molto più alto delle altre realtà locali per la crisi: dal 2008 abbiamo perso 29mila posti di lavoro e negli ultimi cinque anni è fallita un’azienda ogni tre giorni, abbiamo il 20% in meno della media del Pil procapite del Centro Italia, ci sono 137mila persone in sofferenza occupazionale, 160 vertenze aperte e le grandi imprese, vedi Ast, Perugina, Trafomec e ex Merloni, in crisi. I dati parlano da soli, non possiamo andare avanti in questa direzione. Ricci è stato un ottimo amministratore del Comune di Assisi e ci ha dimostrato che, nonostante i tagli del governo centrale,  è possibile ridurre la spesa invece che aumentare le tasse e mantenere i servizi ai cittadini: è questo il modello che vogliamo per tutta l’Umbria.  Per questo abbiamo candidato e chiediamo di votare Giovanni Ceccotti e Nadia Isidori, due persone competenti e capaci di farlo.

A proposito di elezioni, alla fine andremo a votare con il tanto discusso ‘Umbricellum’. Una legge contro la quale avete presentato ricorso, cosa c’è che non va nel testo?

“Praticamente tutto. Si tratta di “una legge a misura di maggioranza”, approvata a due mesi dalla data delle elezioni quando l’Unione Europea ha specificato che bisognerebbe discuterne almeno un anno prima, che non tiene conto della volontà espressa dai cittadini visto che assegna il premio di maggioranza senza soglia favorendo la coalizione vincente in maniera spropositata. Per non parlare, poi, dell’assurdità del ‘premio al miglior perdente’. L’Umbricellum è incostituzionale e lede i diritti dei cittadini. Inoltre con il collegio unico molto grande rende una campagna elettorale molto costosa e possibile solo per chi ha disponibilità economiche. Veramente assurdo che l’abbia voluta il Pd. Per tutti questi motivi  andremo avanti con il ricorso”.

Lei si è spesa in prima persona per la vertenza Ast  e ora sta seguendo anche il caso Perugina. Che cosa sta succedendo alle grandi aziende umbre?

“Vede, il problema è che in questa regione ci si è crogiolati per anni sulla distribuzione a pioggia delle risorse pubbliche e, ora che sono venute meno, si è impreparati ad affrontare la nuova situazione. Per risolvere le due crisi bisogna agire a livello nazionale ed europeo con nuove idee e capacità negoziali forti e tutti uniti. Fare tavoli alla vecchia maniera e’ veramente poco utile”.

Quindi, come ne usciamo?

“Ne usciamo cambiando gli amministratori locali e soprattutto puntando su politiche di sviluppo basate su impresa, innovazione, cultura e turismo. L’Umbria ha veramente tutto, per esempio,  per diventare  sede di  start up ad alto valore in termini di tecnologia che, tra l’altro, rappresenterebbero una bellissima opportunità per i  laureati che ad oggi non riescono a trovare un impiego soddisfacente. E’ assurdo che la nostra Università laurei brillanti giovani che hanno scarsissime possibilità di trovare un impiego in Umbria in linea con i loro studi e le loro aspettative. Certamente bisogna anche salvaguardare le aziende che hanno fatto la tradizione di questa regione alleggerendo il carico fiscale e semplificando al massimo le procedure burocratiche. In questo modo attrarremmo  anche nuovi investitori”.

 

In conclusione, onorevole, perché un elettore dovrebbe votare per Ceccotti e Isidori e per la lista “Cambiare in Umbria con Ricci”?

“Perché Giovanni Ceccotti e Nadia Isidori sono due cittadini che hanno competenze importanti per la ripresa della Regione.  Ceccotti ha lavorato nel campo della creazione di nuove imprese ed è un manager, Isidori nei servizi sociali e sono liberi da quei legacci e quei vincoli che, invece, limitano l’azione dei politici di professione. Vorrei ricordare, infine, che Ricci ci ha dato prova ad Assisi delle sue doti di amministratore: taglio della spesa del 10%, niente Irpef e niente tassa di soggiorno, aliquote Tasi al minimo e nessun taglio ai servizi pubblici. E’ questo modello virtuoso che sosteniamo e che vogliamo per l’Umbria di domani”.

 

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