Banca Etruria, Galgano (SC): azionisti e obbligazionisti non firmino alcuna nota

Banca Etruria, Galgano: azionisti e obbligazionisti non firmino alcuna nota

Il Governo verifichi quanto prima possibile se la consegna della documentazione richiesta da azionisti e obbligazionisti di Banca Etruria e delle altre banche oggetto del salvataggio, per comprendere le ragioni che hanno portato alla perdita dei loro risparmi, viene effettuata entro i termini fissati dalla legge, appurando altresì se, in occasione della presentazione di tale richiesta, gli istituti bancari subentrati nei rapporti con i clienti impongono anche la sottoscrizione di documenti diversi dalla semplice nota di avvenuta ricezione”. A chiederlo è la deputata del gruppo di Scelta Civica, Adriana Galgano dopo la discussione dell’interrogazione presentata insieme al collega di partito Giulio Sottanelli alla quale ha replicato il viceministro Enrico Morando.

L’interrogazione è stata formulata dopo le segnalazioni pervenute da alcuni cittadini che hanno denunciato la lentezza delle tempistiche con cui Banca Etruria avrebbe consegnato loro la documentazione relativa alla propria situazione contabile.

“Come evidenziato dal viceministro Morando, gli azionisti e gli obbligazioni degli istituti di credito che hanno richiesto tale documentazione non sono obbligati a firmare nulla e non devono farlo“.

“E’ chiaro che la sottoscrizione di una ricevuta di avvenuta consegna dei documenti ha un valore del tutto diverso da quella della nota di accompagnamento, predisposta dalla banca, con la quale vengono chiariti natura e termini dei rapporti tra l’istituto bancario e il cliente delle banche poste in risoluzione che – sottolinea Adriana Galgano – come ribadito dal viceministro Enrico Morando, potrebbe essere interpretata quale manifestazione dell’accettazione delle clausole che sono contenute nella medesima nota”.

“Questa richiesta, qualora fosse verificata – chiude la deputata del gruppo di SC – non sarebbe conforme alla normativa in materia e, quindi, non potrebbe neanche avere alcuna utilità ai fini del chiarimento dei predetti rapporti tra banca e cliente”.

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