Ubriaco picchia moglie malata e la polizia lo allontana da casa

Un dramma legato alla povertà e alla malattia che va avanti da anni a Ponte San Giovanni

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Ubriaco picchia moglie malata e la polizia lo allontana da casa

Intervento all’alba degli agenti della squadra “Volanti” per l’ennesima lite in famiglia, in zona Ponte San Giovanni, su richiesta di una donna che riferiva di essere stata picchiata dal marito per futili motivi. I poliziotti intervenuti, si sono accertati delle condizioni di salute della donna, e hanno ascoltato il suo racconto sulle violenze subìte da suo marito, spesso reso più irruento dall’alcol. Inizialmente non si sono preoccupati particolarmente, essendo le lesioni di tipo lieve: la donna, infatti, ha riportato un leggero trauma cranico con una prognosi di soli 3 giorni.

Tuttavia, quando la stessa è stata accompagnata in Questura per la ricostruzione dei fatti e per la presentazione della denuncia-querela, hanno compreso che dietro quell’evento apparentemente di lieve entità vi è, in realtà, una storia di violenza ormai datata e sistematica da parte di un marito ormai stanco della sua relazione sentimentale con la moglie.

La situazione sarebbe aggravata, da una parte, dalla tendenza da parte dell’uomo ad affogare i propri pensieri nell’alcol, dall’altra, per quanto riguarda la moglie, da una serie di gravi infermità psicofisiche di cui, purtroppo, soffre, e per entrambi, le gravi condizioni economiche in cui versano e per le quali sono costretti a condividere, ancora, lo stesso tetto. Secondo quanto raccontato dalla donna ai poliziotti, quella dell’ultimo intervento rappresenta soltanto la “punta” di un “iceberg” ben più ampio, nel senso che la stessa, già nel 2010, venne refertata all’ospedale, dove era stata trasportata con traumi facciali e dentari, e nella circostanza aveva riferito al personale medico di essere caduta accidentalmente in casa.

Ubriaco picchia moglie

Due anni dopo, nel 2012, aveva riportato 30 giorni per una frattura al braccio e una contusione alla testa. Nel 2014, infine, era stata schiaffeggiata dal marito riportando una prognosi di 25 giorni: solo in questo caso, data l’evidenza della causa delle lesioni, si era decisa a denunciare per la prima volta il marito per le violenze subìte.

I fatti narrati dalla donna, accuratamente messa a proprio agio e rassicurata dagli agenti, venivano cristallizzati in una articolata informativa di reato inviata all’Autorità Giudiziaria, e nella stessa veniva richiesta l’applicazione di una idonea misura cautelare volta a scongiurare il pericolo di ulteriori e nuove violenze. Ad ogni modo, il marito veniva invitato a lasciare l’abitazione familiare e la donna veniva affidata alle cure dei servizi sociali, per una più utile collocazione in ordine, oltre alle violenze subìte in famiglia, anche alle infermità per le quali necessita di essere opportunamente seguita e curata in maniera specialistica.

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