Droga dall’Olanda e Svizzera diretta a Spoleto, 13 arresti

Si è brillantemente conclusa un’operazione condotta dai militari del Comando Provinciale di Perugia e nello specifico da quelli della Compagnia di Spoleto che ha portato all’esecuzione di tredici ordinanze di custodia cautelare, di cui nove in carcere e quattro agli arresti domiciliari, nei territori di Spoleto e Assisi, nei confronti di soggetti indagati a vario titolo per i reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed allo spaccio di droga. Il blitz è scattato alle quattro di questa mattina, quando i militari hanno contestualmente individuato e tratto in arresto gli indagati, appartenenti ad una solida associazione criminale albanese, strutturata in maniera organica e in modo piramidale, dedita al traffico internazionale di cocaina.

Il provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia ha per oggetto un’attività investigativa, basata su metodi investigativi tradizionali e con l’ausilio di attività tecniche, nata nel 2013, che ha preso spunto dai servizi di osservazione effettuati dai militari di Spoleto e finalizzati a monitorare alcuni acquirenti di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

L’associazione criminale si avvaleva di un canale di approvvigionamento dall’estero, importando ingenti quantitativi di droga dalla Svizzera e dall’Olanda, che, successivamente, veniva smerciato sul mercato umbro ed in particolare su quello spoletino.

Inoltre i promotori e gli organizzatori, tutti soggetti di origine albanese con diversi pregiudizi penali, avevano il compito:
– di farsi carico delle questioni logistiche inerenti alla conservazione e la preparazione della droga in dosi;
– di provvedere alla riscossione delle somme ricavate dal traffico dello stupefacente;
– di reclutare personalmente, di organizzare e di curare il puntuale rifornimento di cocaina per tutta la rete di spacciatori incaricati delle cessioni al dettaglio.

Altri sodali, ancora, avevano lo specifico ruolo di occuparsi del recupero dei crediti vantati dall’associazione stessa nei confronti degli assuntori nonché quello di provvedere al reperimento delle schede telefoniche, intestate ad utenze fittizie, utilizzate dai vari associati per il compimento dell’attività delittuosa, al fine di eludere le “attenzioni” delle forze di polizia.

Inoltre l’attività investigativa condotta, nello specifico, da personale dell’Aliquota Operativa dei Carabinieri di Spoleto, procedendo in diverse circostanze al recupero e sequestro di partite di stupefacente, accertava come la rete di spacciatori, anch’essi inseriti nell’associazione, ricevevano lo stupefacente in “conto vendita”, impegnandosi a riscuotere dai vari acquirenti le somme da questi dovute da destinare, in seguito, ai vertici dell’organizzazione criminale.

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