Tesori della Fondazione, inaugurata mostra, cinquanta dipinti in esposizione

Alla inaugurazione, a Perugia, Ilaria Borletti Buitoni e Vittorio Sgarbi

Tesori della Fondazione, inaugurata mostra, cinquanta dipinti in esposizione
Vittorio Sgarbi Tesori della Fondazione

Tesori della Fondazione, inaugurata mostra, cinquanta dipinti in esposizione

Cinquanta opere d’arte, per un periodo storico lungo quattro secoli, un percorso che non è solo esperienziale dal punto di vista artistico per l’Umbria. Ma avvolge anche altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco. I dipinti, produzione dell’arte compresa tra il Trecento e il Settecento, saranno in mostra fino al 20 novembre nel Palazzo Lippi Alessandri a Perugia.

La mostra, “I tesori della Fondazione”, è stata inaugurata oggi con la partecipazione, fra gli altri, del critico d’arte, Vittorio Sgarbi e il sottosegretario ai eni e le attività culturali e Turimso, Ilaria Borletti Buitoni. Quest”ultima – riferisce una nota della Fondazione – ha sottolineato l”importanza di iniziative di questo genere per valorizzare il patrimonio artistico di cui e” ricco il nostro Paese. Sgarbi – prosegue la nota – ha indicato la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ad esempio positivo della gestione pubblica di un grande patrimonio culturale, apprezzando anche le scelte che la Fondazione ha fatto nella individuazione e selezione delle opere d”arte da far confluire nella propria Collezione, con i nomi di massimo rilievo dell”arte umbra dal periodo medievale, come nel caso del Paliotto, che Sgarbi definisce “intenso”, di Matteo da Gualdo, passando per Perugino e Pinturicchio e per gli altri grandi interpreti del Cinquecento Umbro. Per svelare poi la qualita” del Cerruti, e confrontare il “Cavalier Perugino” con l”Alunno, Federico Zuccari, il Pomarancio e di altri interpreti del manierismo.

Non un percorso – ha sottolineato Sgarbi – dedicato esclusivamente alle “grandi firme” ma una indagine scientificamente inappuntabile che non tralascia di indagare anche momenti interessanti ma meno noti della pittura umbra come il paesaggismo di Pietruccio Montanini o i capricci di Alessio De Marchis. Umbria ma non solo, perche” nella Collezione sono entrati anche dei grandi nomi “fuori territorio”; come Guercino, Carracci, Pier Francesco Mola o lo svizzero-romano Serodine.

Mostra che non e” esaustiva di quanto la Fondazione ha riunito in anni di acquisizioni, come ha sottolineato il curatore, il professor Francesco Mancini. Cinquanta dipinti di grande rilievo rappresentativi non solo delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell”arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco, sono in mostra fino al 20 novembre nel Palazzo Lippi Alessandri a Perugia.

La mostra, aperto oggi, e” una sorta di “biglietto da visita” di una collezione, quella creata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia per stimolo del presidente Carlo Colaiacovo, di livello “notevolissimo”, come ha voluto riconoscere Vittorio Sgarbi, nel presentarla nel corso di un evento che si e” tenuto nella la Sala dei Notari alla presenza del sottosegretario del ministero dei Beni e delle Attivita” culturali e del Turismo Ilaria Borletti Buitoni.

I Tesori Della Fondazione

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Quest”ultima – riferisce una nota della Fondazione – ha sottolineato l”importanza di iniziative di questo genere per valorizzare il patrimonio artistico di cui e” ricco il nostro Paese. Sgarbi – prosegue la nota – ha indicato la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ad esempio positivo della gestione pubblica di un grande patrimonio culturale, apprezzando anche le scelte che la Fondazione ha fatto nella individuazione e selezione delle opere d”arte da far confluire nella propria Collezione, con i nomi di massimo rilievo dell”arte umbra dal periodo medievale, come nel caso del Paliotto, che Sgarbi definisce “intenso”, di Matteo da Gualdo, passando per Perugino e Pinturicchio e per gli altri grandi interpreti del Cinquecento Umbro. Per svelare poi la qualita” del Cerruti, e confrontare il “Cavalier Perugino” con l”Alunno, Federico Zuccari, il Pomarancio e di altri interpreti del manierismo.

Non un percorso – ha sottolineato Sgarbi – dedicato esclusivamente alle “grandi firme” ma una indagine scientificamente inappuntabile che non tralascia di indagare anche momenti interessanti ma meno noti della pittura umbra come il paesaggismo di Pietruccio Montanini o i capricci di Alessio De Marchis. Umbria ma non solo, perche” nella Collezione sono entrati anche dei grandi nomi “fuori territorio”; come Guercino, Carracci, Pier Francesco Mola o lo svizzero-romano Serodine. Mostra che non e” esaustiva di quanto la Fondazione ha riunito in anni di acquisizioni, come ha sottolineato il curatore, il professor Francesco Mancini.

Tesori della Fondazione

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