Coronavirus, tutte le attività non essenziali vanno fermate 🔴

 
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Coronavirus, tutte le attività non essenziali vanno fermate

Coronavirus, tutte le attività non essenziali vanno fermate

“Basta furbizie, tutte le attività non essenziali vanno fermate. È inaccettabile il pressing di Confindustria che mette a rischio non solo la salute di lavoratrici e lavoratori, ma quella dell’intero Paese”. Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla. “Tutte le attività non essenziali vanno fermate subito – insiste Sgalla – mentre quelle che dovranno continuare la produzione vanno messe in sicurezza rispettando alla lettera i contenuti del protocollo imprese-sindacati, altrimenti anche quelle vanno fermate. Se vogliamo salvaguardare la salute delle persone e fermare il contagio questa è l’unica strada possibile. Basta furbizie”, conclude Sgalla.



Si è appena concluso l’incontro – per via telematica – tra Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria e la presidente della Regione Donatella Tesei. In apertura, i sindacati hanno ribadito la necessità di garantire la massima attenzione nel rispetto dei Dpcm e del protocollo sindacati-imprese, imponendo la chiusura di tutte le attività non essenziali e il rispetto integrale delle norme di sicurezza in tutte le realtà in cui la produzione dovrà continuare. Tra queste, stando al Dpcm di ieri, i sindacati hanno sottolineato che non rientra Ast.

Cgil, Cisl e Uil hanno poi chiesto la massima collaborazione, anche ai prefetti di Perugia e Terni, nell’applicazione del decreto, incontrando la disponibilità della presidente Tesei ad esercitare, nell’ambito delle sue competenze, un controllo il più rigoroso possibile, attivando tutti gli organi di ispezione preposti.
Altro tema estremamente urgente trattato nell’incontro è stato quello della dotazione di dispositivi di protezione individuale presso le strutture sanitarie. I sindacati hanno infatti evidenziato il permanere di criticità intollerabili e sollecitato un intervento immediato che preveda anche l’effettuazione di tamponi a tutto il personale sanitario, per “difendere chi ci difende ogni giorno”.
La presidente Tesei ha sottolineato di essere in contatto costante con la protezione civile per l’approvvigionamento di mascherine a norma, ma permangono evidentemente delle difficoltà (anche per quanto riguarda la dotazione di nuovi respiratori) che vanno immediatamente superate, al di là di ogni rimpallo di responsabilità. Da parte loro, Cgil, Cisl e Uil, anche attraverso le rispettive segreterie nazionali, faranno pressione sul ministro della Salute Roberto Speranza, affinché vengano immediatamente sanate tutte le lacune.
Infine, è stato affrontato il tema delle case di cura e di riposo, luoghi particolarmente sensibili nell’emergenza sanitaria. Cgil, Cisl e Uil hanno richiesto e ottenuto l’impegno della presidente ad attivare, per tramite dell’assessore alla Salute, un tavolo di coordinamento con i sindacati dei pensionati a massima tutela delle persone anziane ospiti di queste strutture.

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