Personale spostato altrove mentre servono risorse locali
Di Tommaso Benedetti
Il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia (Siulp) lancia un nuovo allarme in merito alla gestione delle risorse umane all’interno della Polizia di Stato, con particolare riferimento alla Questura di Perugia e alla delicata situazione del quartiere Fontivegge. L’organizzazione sindacale esprime perplessità sull’attuale politica del Ministero dell’Interno, che continua a disporre l’aggregazione di personale da Perugia verso altre sedi critiche come Tarvisio (Udine) e Ventimiglia (Imperia), nonostante le evidenti necessità locali.
La nota ufficiale del Siulp interviene a fronte di un contesto operativo già compromesso, segnato da una carenza cronica di organico che interessa non solo la Questura, ma anche i Commissariati, il presidio aeroportuale, il Reparto Prevenzione Crimine, la Polizia Stradale e la Polfer. Le proiezioni per il futuro, inoltre, indicano un ulteriore aggravamento della pressione sul personale a causa degli eventi straordinari previsti, come il Giubileo e le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.
Il sindacato accoglie positivamente l’interesse mostrato dalle istituzioni verso la zona di Fontivegge, da anni alle prese con problemi legati alla criminalità e al degrado urbano. Il piano di istituire una “zona rossa” viene giudicato potenzialmente efficace per contenere le criticità che gravitano attorno all’area della stazione ferroviaria. Tuttavia, il Siulp sottolinea che per garantire la funzionalità di tale misura è imprescindibile prevedere un incremento reale di forze sul territorio, attraverso l’invio di risorse aggiuntive, anche in forma aggregata.
Secondo il sindacato, l’ipotesi di affrontare un presidio così delicato senza un rafforzamento dell’organico locale rischia di risultare controproducente, traducendosi in una redistribuzione inefficace delle risorse esistenti. Il timore è che si vada incontro a un “effetto coperta corta”, spostando agenti da altri ambiti operativi fondamentali, come la sicurezza legata alla movida estiva, per tentare di mantenere un controllo sull’area di Fontivegge, con il risultato finale di indebolire l’intero sistema di vigilanza cittadino.
Il Siulp evidenzia come, in una situazione di persistente carenza di personale, sia illogico continuare a disporre aggregazioni verso altre zone del Paese. L’organizzazione ribadisce l’esigenza di interrompere immediatamente tali trasferimenti, ritenendo incomprensibile la decisione del Ministero di richiedere unità operative da realtà territoriali già sotto stress. In questa fase, afferma il sindacato, il territorio perugino dovrebbe essere potenziato, non ulteriormente privato delle sue risorse.
Le preoccupazioni del sindacato sono radicate in una visione pragmatica delle attuali esigenze operative. La città di Perugia, e in particolare Fontivegge, rappresentano un punto nevralgico per le attività di prevenzione e contrasto alla criminalità, e qualsiasi iniziativa istituzionale che non sia accompagnata da un rafforzamento tangibile dell’organico rischia di non avere l’efficacia sperata. L’istituzione di nuove aree di controllo, come la zona rossa, può funzionare soltanto se sostenuta da una strategia coerente e da investimenti adeguati in termini di risorse umane.
Il sindacato contesta inoltre il paradosso per cui, in un momento in cui Perugia ha urgente bisogno di rinforzi, si continuano a destinare agenti ad altri contesti critici, anziché considerare la possibilità di inviare personale aggregato proprio nella città umbra. Tale orientamento, secondo il Siulp, appare non solo illogico, ma anche lesivo della capacità operativa delle forze dell’ordine nel territorio regionale.
La nota conclude con un appello a rivedere l’intero piano delle aggregazioni disposte dal Ministero, ponendo come priorità la tutela dei territori dove la situazione è già al limite. Per il Siulp, la sicurezza urbana non può essere garantita se si continua a privare i presidi territoriali delle risorse necessarie per operare in maniera efficace e continuativa.
Con la prospettiva di eventi di rilievo nazionale e internazionale che vedranno Perugia e l’Umbria protagoniste nei prossimi anni, il sindacato sollecita interventi strutturali e immediati che restituiscano piena funzionalità alle forze dell’ordine, affinché possano rispondere con prontezza e determinazione alle esigenze del territorio.

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