Ponte San Giovanni rigorosamente senza mascherina, la movida dei ragazzini 🔴

 
Chiama o scrivi in redazione


Ponte San Giovanni rigorosamente senza mascherina, la movida dei ragazzini

Ponte San Giovanni rigorosamente senza mascherina, la movida dei ragazzini

Mascherine al mento, al collo, in mano, al gomito, in tasca e a penzoloni da un orecchio. Rigorosamente no-mask o quasi! E’ accaduto a Ponte San Giovanni, frazione di Perugia. “Sono dei ragazzi di Ponte – scrive chi ci ha inviato il materiale – che si sono riuniti vicino alla biblioteca, all’altezza Via Giuseppe Segoloni”. Foto e video (nel quale nascondiamo il volto, ma l’originale è in nostro possesso sia chiaro ndr.), mostrano come questi ragazzi siano senza mascherina durante la loro uscita.

Nessun distanziamento, tanti piccoli gruppetti in più parti del piazzale e assembramenti vari .

Nessuno controlla più? L’aumento dei casi è dovuto anche a questi episodi. Ragazzini senza “testa” che non hanno rispetto della salute di chi sta ogni giorno in corsia, non hanno rispetto di loro stessi, dei loro cari, genitori, fratelli sorelle, nonni. Questo sono i ragazzi da multare e no chi cammina, da solo, senza mascherina in un posto isolato.

E mo Basta Veramente Però, è da incoscienti. Se non l’aveste capito, la scienza sta ancora cercando di trovare le terapie giuste e, in tutto il mondo, si lavora per realizzare uno o più faccini per il C19 e voi che fate? Ve ne fregate delle disposizioni, ve ne fregate del rispetto degli altri, del vostro e di rendere la vita impossibile al coronavirus.

«Vorrei che questi “stupidi” – dice una persona che ha affidato il suo pensiero alla rete – la smettessero di sentirsi degli highlander invivibili e immortali. Vorrei che capissero che la vita è un dono che abbiamo ricevuto, tutti, indistintamente. Se loro vogliono alienarsi – aggiunge – devono rispettare tutti coloro che vogliono vivere amando i propri cari, assistendo il prossimo e che hanno degli atteggiamenti responsabili»

«Vorrei sapere – scrive ancor un’altra persona – cosa possono dire ai parenti di tutte quelle persone che sono morte, magari infettate da questi “killer”, senza colpa alcuna, oppure a tutti quegli eroi silenziosi, tra i quali c’è anche mia figlia, che negli ospedali combattono senza tregua per salvare quante vite possibili».



2 Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*