Residenti esasperati, auto bloccate e schiamazzi fino all’alba
Notte di caos nel cuore di Perugia, dove Piazza Pozzo Campana si è trasformata ancora una volta in un epicentro di assembramenti rumorosi e disordini urbani. Decine di giovani hanno occupato la stretta area lastricata, tra edifici storici e auto parcheggiate, dando vita a una movida incontrollata che ha messo a dura prova la pazienza dei residenti.
Le immagini fotografiche, ma anche video, che sono state raccolte documentano una presenza massiccia di persone, distribuite in gruppi lungo il perimetro della piazza e nei vicoli adiacenti. Alcuni si sono seduti sui gradini, altri hanno stazionato accanto alle vetture, ostacolando il passaggio e creando un clima di forte disagio. Il tutto si è svolto sotto una illuminazione fioca, che ha reso ancora più difficile il controllo della situazione.
Auto bloccate, impossibilità di transito, rumori molesti e urla fino a tarda notte: il copione si ripete, con una frequenza che ha ormai superato la soglia della tollerabilità. I residenti parlano di un fenomeno che non è più episodico, ma strutturale, alimentato da una mancanza di presidi e da una gestione inefficace del territorio e annunciano la volontà di incontrare le autorità. C’è anche chi accenna ad una falsa scazzottata.
La conformazione della piazza, incastonata tra edifici in pietra e accessi angusti, rende ogni intervento complicato. Le forze dell’ordine, quando presenti, si trovano a operare in uno spazio che non consente manovre rapide né dispersione efficace. E mentre il centro storico perde progressivamente la sua vocazione residenziale, cresce la percezione di abbandono istituzionale.
Non si tratta solo di schiamazzi: la movida molesta genera danni indiretti, come l’impossibilità di riposo, il degrado ambientale e il rischio di incidenti. Le segnalazioni si moltiplicano, ma le risposte tardano ad arrivare. Il malcontento si fa strada anche tra i commercianti, che vedono svanire la possibilità di una convivenza civile tra attività economiche e vita notturna.
La notte tra il 3 e il 4 gennaio ha rappresentato un nuovo picco di tensione. Le immagini mostrano chiaramente la densità dei gruppi, l’assenza di controllo e la trasformazione della piazza in un luogo di bivacco. Un fenomeno che, se non affrontato con decisione, rischia di compromettere definitivamente la vivibilità del centro.

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