Scontro con i carabinieri nella città di Terni, i via Brodolini, pena ridotta
La condanna a due anni per il 26enne originario della Guinea chiude una vicenda che aveva scosso il quartiere di via Brodolini, a Terni, nella sera del 28 dicembre. Il tribunale ha definito la pena dopo un procedimento segnato da testimonianze, referti medici e dalla valutazione dell’aggravante prevista dal decreto sicurezza 2025, la 583 quater, applicata nei casi di lesioni a pubblico ufficiale.
La lite davanti all’abitazione dell’ex compagna
Secondo la ricostruzione emersa in aula, il giovane si era presentato alla porta dell’ex compagna, dove era ospitato, con l’intenzione di vedere il figlio. La discussione nata all’ingresso dell’abitazione si era rapidamente trasformata in un confronto teso, coinvolgendo anche la figlia della donna. Dopo essere stato allontanato e chiuso fuori, l’uomo aveva perso il controllo, iniziando a urlare e a colpire la porta, attirando l’attenzione dei residenti.
L’arrivo dei carabinieri, chiamati per riportare la calma, non aveva però placato la situazione. Al contrario, il clima si era ulteriormente surriscaldato, sfociando in una colluttazione durante la quale due militari avevano riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in cinque e dieci giorni. Un episodio che aveva portato all’immediato arresto del 26enne.
Il processo e la richiesta della procura
In aula, la procura aveva chiesto una condanna a cinque anni, sottolineando la gravità delle lesioni e l’aggressività mostrata dall’imputato nei confronti dei militari intervenuti. L’aggravante introdotta dal decreto sicurezza 2025 ha pesato nella valutazione dell’accusa, che ha insistito sulla necessità di una pena severa per tutelare il personale dell’Arma impegnato nelle funzioni di servizio.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Alessio Pressi, aveva invece puntato sulle attenuanti generiche, evidenziando il contesto emotivo e familiare in cui era maturato l’episodio.
La decisione del tribunale e le misure ancora in vigore
Il collegio giudicante ha riconosciuto l’equivalenza tra aggravanti e attenuanti, stabilendo una pena finale di due anni di reclusione, con deposito delle motivazioni previsto entro sessanta giorni. Una decisione che ridimensiona la richiesta iniziale della procura, pur confermando la responsabilità dell’imputato per le lesioni ai carabinieri e per il comportamento violento tenuto quella sera.
Resta attivo il divieto di dimora nella provincia di Terni, misura cautelare già applicata nei mesi precedenti e confermata dal tribunale in attesa dell’eventuale appello.

è già tanto che non lo abbiano premiato