Galletti esorta a una fruizione più responsabile e consapevole
Giardini del Frontone – Un importante incontro ha avuto luogo presso la Capitolare del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria (Manu), in occasione del convegno “I Giardini del Frontone di Perugia, dalla necropoli ai giorni d’oggi”, organizzato dall’associazione sportiva dilettantistica Francesco nei sentieri, in collaborazione con il Comune di Perugia e l’associazione Radici di pietra, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dei Musei italiani e del Manu. L’incontro ha avuto come obiettivo la riflessione sul valore storico e culturale di uno dei luoghi più emblematici di Perugia, spesso definito “il primo giardino della città”.
Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi esperti, tra cui Cesare Galletti, presidente dell’Asd Francesco nei sentieri, che ha espresso il suo parere sull’importanza di una maggiore consapevolezza da parte della comunità per una gestione più attenta dei Giardini del Frontone. Al suo fianco erano presenti anche Michele Bilancia, presidente di Radici di Pietra, e David Grohmann, assessore comunale ad Ambiente, Aree verdi e Rigenerazione urbana. Non sono mancati gli interventi di esperti come Tiziana Caponi, direttrice del Museo Nazionale Archeologico dell’Umbria, Maria Rita Silvestrelli, storica dell’arte, e l’architetto Maria Carmela Frate, che ha approfondito l’evoluzione del giardino e la sua connessione con l’antico tessuto urbano della città.
Durante l’evento, Galletti ha sottolineato le difficoltà incontrate dalla sua associazione nella cura e manutenzione di questo patrimonio verde, in particolare in relazione all’aumento del flusso turistico. Il presidente ha evidenziato che i Giardini del Frontone, seppur storicamente rilevanti, sono spesso mal utilizzati, non solo dai turisti ma anche dalla cittadinanza. “I giardini sono un bene di tutti, ma servirebbe una fruizione più razionale”, ha dichiarato Galletti, facendo riferimento a fenomeni come il parcheggio selvaggio e la scelta di eventi che potrebbero essere svolti in altri luoghi, liberando così il giardino per chi ne desidera una fruizione tranquilla. “L’utilizzo improprio di questi spazi fa sì che il Frontone sia un giardino ‘sequestrato’ durante la bella stagione, e questo non può continuare”, ha concluso il presidente.
A seguire, Bilancia ha discusso l’importanza storica dei Giardini del Frontone, ricordando come essi rappresentino un nodo fondamentale che unisce la Perugia antica con quella moderna. “Il legame tra il cuore storico della città e le sue nuove aree urbane non è ancora perfetto, ma è fondamentale che le due realtà possano dialogare per preservare il patrimonio storico e adattarsi alle necessità della contemporaneità”, ha dichiarato Bilancia. Ha poi sottolineato il fenomeno di spopolamento dei centri storici, che sta riducendo la connessione tra le vecchie e nuove generazioni di perugini, un disinteresse che coinvolge anche i luoghi storici.
Tiziana Caponi, direttrice del Museo Archeologico, ha ricordato le origini etrusche del sito, che in passato ha ospitato una vasta necropoli, la cui estensione si trovava non solo nei pressi dell’attuale Abbazia di San Pietro, ma anche nella zona che scende verso Ponte San Giovanni. Caponi ha anche accennato agli scavi effettuati nei secoli passati, che hanno portato alla dispersione di importanti reperti storici, alcuni dei quali sono oggi conservati al Museo Archeologico di Napoli. Tra i reperti più significativi, spicca il cratere a campana del pittore dei Niobidi, che racconta il mito di Tritolemo, simbolo della divinità Demetra e del suo legame con l’agricoltura.
Nel suo intervento, Grohmann ha definito i Giardini del Frontone come un simbolo di identità per la città, mettendo in evidenza anche l’importanza del monumento ai caduti che si trova all’ingresso del giardino, risalente all’evento storico del 20 giugno 1859. Il giardino, ha spiegato l’assessore, rappresenta l’unico giardino storico di Perugia, un luogo che ha visto il passaggio di diverse epoche storiche, ma che non deve perdere la sua identità. “Dobbiamo trovare l’equilibrio tra la conservazione e l’evoluzione del giardino per rispondere alle esigenze della città moderna”, ha aggiunto Grohmann, ricordando i primi concerti di Umbra Jazz e il cinema all’aperto che animavano il Frontone negli anni ’70.
L’incontro ha messo in luce come i Giardini del Frontone siano non solo uno spazio verde, ma un luogo di grande rilevanza storica, culturale e sociale per Perugia. Tuttavia, la sua fruizione resta un tema centrale che richiede un impegno maggiore da parte della comunità, sia per preservarlo che per garantirne un utilizzo più appropriato e rispettoso del patrimonio collettivo.

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