Ergastolo e isolamento per l’ucraino che smembrò Obi a Spoleto

Autopsia: colpo al collo fatale per Bala Sagor

 La Procura chiede 18 mesi di cella per Dmytro Schurin a Terni

La Procura di Spoleto ha chiesto l’ergastolo. Con diciotto mesi di isolamento diurno. L’imputato è Dmytro Schurin. Cittadino ucraino di trentatré anni. Cuoco di professione. Accusato dell’omicidio di Bala Sagor. Giovane bengalese di ventuno anni. Il delitto è avvenuto nel settembre scorso. La città teatro del crimine è Spoleto. L’accusa contesta anche vilipendio di cadavere. E occultamento dello stesso. Il procuratore capo Claudio Cicchella ha chiuso la requisitoria. Ha definito l’imputato un ingannatore seriale. Una persona capace di rara freddezza criminale. 

Il movente futile e la dinamica cruenta

Il movente appare banale agli occhi della legge. Si tratta di centocinquanta euro non restituiti. Sagor chiedeva la somma prestata all’ex collega. Schurin reagì con violenza sproporzionata. La vittima era nota come Obi tra gli amici. Fu attirato nella cantina dell’appartamento dell’ucraino. Qui ricevette una coltellata mortale al collo. Il decesso fu immediato. Iniziò poi quella fase definita dai magistrati. Come il “pragmatismo del male”. Il corpo non entrava in una valigia standard. L’imputato decise quindi di smembrarlo. I resti umani furono dispersi in varie zone. Della città umbra in modo metodico e freddo.

Le prove video e le ritrattazioni

Le telecamere di sorveglianza hanno incastrato Schurin. Le immagini, scrive Nicoletta Gigli su Il Messaggero,  mostrano i movimenti sospetti dell’ucraino. Inizialmente l’imputato negò ogni responsabilità. Mentì ripetutamente durante gli interrogatori. Solo di fronte alle prove schiaccianti confessò. Ammise l’omicidio e lo smembramento del corpo. Tuttavia due mesi dopo l’arresto ritrattò tutto. Provò ad addossare la colpa ad altre persone. Un comportamento giudicato non collaborativo. Questa incostanza aggrava la sua posizione processuale. La difesa aveva richiesto una perizia psichiatrica. Per valutare una presunta incapacità di intendere. Legata alla ludopatia dichiarata dall’imputato.

La decisione della Corte d’Assise

La Corte d’Assise di Terni ha respinto la richiesta. La perizia psicologica non verrà effettuata. I giudici hanno ritenuto infondata l’istanza difensiva. Si procede quindi verso la sentenza finale. L’accusa insiste sulla premeditazione delle azioni. E sulla crudeltà dimostrata nello smembramento. I futili motivi rafforzano la richiesta di pena massima. L’isolamento diurno mira a limitare i contatti. Durante i primi diciotto mesi di detenzione. Una misura cautelare aggiuntiva richiesta dal PM. Per la pericolosità sociale dimostrata dai fatti. La prossima udienza vedrà le arringhe finali. Prima della deliberazione dei giudici popolari e togati.

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