Tutto esaurito a S. Francesco al Prato per la produzione del Conservatorio Morlacchi
di Antonella Valoroso
Il 10 maggio le note solenni e senza tempo dell’«Aida» sono tornate a risuonare a Perugia in una serata che ha riportato il capolavoro verdiano al centro della vita culturale cittadina. L’esecuzione in forma di concerto, diretta dal M° Carlo Palleschi e realizzata dal Conservatorio di Musica di Perugia in collaborazione con il coro dell’Università degli Studi di Perugia, ha registrato il tutto esaurito, trasformando l’Auditorium S. Francesco al Prato in un luogo di incontro tra formazione, passione musicale e memoria del grande repertorio operistico.
Uno degli elementi distintivi dell’allestimento è stata la scelta di proporre l’opera senza orchestra, affidando l’intera trama musicale a due pianoforti. Una soluzione voluta dal M° Carlo Palleschi, che ha guidato l’esecuzione nel ruolo di concertatore e direttore al pianoforte, mentre il secondo pianoforte era affidato a Filippo Franceschini.
“Questo progetto – ha spiegato Palleschi – nasce dalla mia precisa volontà di far conoscere in modo profondo alle nuove generazioni i tesori artistici ereditati dai grandi creatori musicali del passato, specialmente a quelle provenienti dal lontano Oriente, che mostrano un interesse e una passione particolari verso i capolavori della lirica. L’esecuzione con due pianoforti si rende quasi obbligatoria perché coinvolgere l’orchestra comporterebbe problemi organizzativi ed economici molto rilevanti. Inoltre molti dei cantori del coro sono strumentisti e, in caso di esecuzione con l’orchestra, dovrebbero suonare invece che cantare”.
Nelle parti solistiche si sono alternati diversi interpreti: Marco Seri e Linzhi Tao nel ruolo del Re, Giulia Calin e Hu Yujia in quello di Amneris, Kayla Boye e Haeri Dong nei panni di Aida, mentre Radamès ha avuto le voci di Zixuan Ren e Su Namgoong.
Fondamentale è stato anche il gemellaggio artistico tra le due compagini corali. La M° Marta Alunni Pini, direttrice del coro dell’Università di Perugia, ha evidenziato la forza della collaborazione tra le due formazioni: “Vedere la sala di San Francesco al Prato gremita, con il concerto sold out, è stata un’emozione bellissima. L’energia di Palleschi nel concertare questo monumento del grande teatro lirico è stata una continua fonte di ispirazione. I cori si sono trovati insieme molto bene perché il Maestro è riuscito a trovare la chiave giusta per unire le nostre diverse esperienze. Non nascondo che inizialmente avevo qualche timore per la difficoltà di approccio a questo linguaggio, ma i miei coristi sono stati determinati nel voler affrontare questa avventura con totale abnegazione e il loro lavoro ha dato i frutti sperati”.
Particolarmente significativo il risultato complessivo dell’operazione che, come ha ricordato Palleschi, ha avuto anche un forte valore istituzionale e territoriale: “Questa «Aida» ha rappresentato un momento storico sia per il Conservatorio sia per la città di Perugia e credo addirittura per l’intera regione dell’Umbria, dove quest’opera non viene rappresentata da oltre mezzo secolo. Il pubblico ha reagito in maniera entusiasmante con continui applausi. Quindi cosa desiderare di più? Viva il Conservatorio, viva l’Università, viva i nostri eccezionali studenti, viva Perugia ma soprattutto e sempre: VIVA VERDI!”.

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