Rissa in centro a Perugia, paura tra residenti e locali

Rissa in centro a Perugia, paura tra residenti e locali

Scontro in piazza Danti, commercianti: “Così non si va avanti”

C’è un momento, nel cuore di Perugia, in cui la bellezza si incrina e lascia spazio alla paura. È accaduto – come scrive il Messaggero dell’Umbria – nella notte di mercoledì in piazza Danti, dove il centro storico si è trasformato in teatro di una violenta rissa tra due uomini.

Protagonisti dello scontro un 25enne egiziano e un 38enne tunisino, già protagonisti – secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine – di un diverbio iniziato nei pressi della stazione di Fontivegge e proseguito fino all’acropoli cittadina.

Poco dopo la mezzanotte la tensione è esplosa. Non una semplice discussione, ma una vera e propria escalation di violenza che ha visto volare sedie e tavolini tra i locali della piazza, sotto gli occhi increduli di residenti e lavoratori della notte. Decine le chiamate ai numeri di emergenza, che hanno portato sul posto pattuglie delle forze dell’ordine e personale sanitario.

I due uomini, entrambi feriti, hanno rifiutato il trasporto in ospedale. Nel frattempo, diversi esercenti hanno deciso di abbassare le serrande in anticipo per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, rinunciando a una parte della giornata di lavoro.

L’episodio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza nel centro storico. I commercianti parlano apertamente di esasperazione: da un lato controlli sempre più stringenti su autorizzazioni, permessi e limiti acustici, dall’altro la sensazione di trovarsi esposti a episodi di violenza difficili da prevenire.

«Non possiamo essere sempre noi a pagare il prezzo più alto», è il sentimento diffuso tra chi lavora ogni sera per mantenere vivo il centro. Un malcontento che cresce e che si traduce in un appello alle istituzioni affinché venga ristabilito un equilibrio tra sicurezza e sostegno alle attività.

Perché, come sottolineano gli stessi esercenti, il commercio non rappresenta solo un’attività economica, ma un presidio sociale fondamentale, destinato a spegnersi se viene meno il senso di sicurezza.

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