Paola Pitagora porta in scena la vita di Donna Paola 5 dicembre

Paola Pitagora porta in scena la vita di Donna Paola 5 dicembre
Da sinistra Peppe D’argenzio Paola Pitagora ed Emanuele Bultrini

Teatro Filarmonica Corciano, venerdì 5 dicembre 2025 ore 21

La Fondazione Noi Siamo Paola riporta in Umbria “Ho amato tutto”, il racconto scenico dedicato a Donna Paola Menesini Brunelli, affidato alla voce e alla presenza di Paola Pitagora. L’appuntamento è fissato per venerdì 5 dicembre 2025, alle 21.00, al Teatro della Filarmonica di Corciano, in uno spazio raccolto che favorisce il contatto diretto tra palco e platea. Un ritorno nel territorio dove questa storia ha radici profonde e un significato che, nel presente, continua a essere nitido e urgente.

La vicenda riparte da Montegabbione, Perugia, Carnaiola e Parrano: paesaggi che sono luoghi dell’anima e memoria concreta. Nata nel 1934 in una famiglia nobile di grandi proprietari terrieri, legata fin dal Settecento allo Stato Pontificio, Donna Paola cresce tra architetture antiche, poderi e campi. Qui impara la schiettezza, l’amore per la terra, la franchezza dei gesti: un modo di guardare il mondo che non perde mai contatto con la realtà. La genealogia dei Menesini Lemmi, con palazzi, castelli, conventi e migliaia di ettari fra Umbria e Toscana, è lo sfondo; il centro è la libertà di scegliere chi essere.

La biografia di Donna Paola attraversa il Novecento e i suoi cambiamenti. L’incontro con il perugino Ferdinando Brunelli, la decisione di amare contro le convenzioni, l’approdo nella Roma degli anni ’60 – tra fermento culturale e mobilità sociale – compongono la trama di una vita che concilia radici e modernità. Paola si laurea a Perugia in Chimica Farmaceutica; Ferdinando in Economia. Percorsi distinti ma complementari. Quando lui viene chiamato all’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), lei lo segue senza esitazione: una scelta che apre una nuova fase, mentre la famiglia – con cinque figli – diventa luogo di impegno quotidiano e fedeltà alle proprie convinzioni. Alle spalle, una comunità di professionisti stimati: i Brunelli di Perugia, tra cui il penalista David Brunelli, ordinario all’Università Roma Tre.

Sul palco, Paola Pitagora traduce questa materia viva in teatro. È un’attrice capace di rigore e calore, che porta in scena un equilibrio prezioso tra misura ed emozione. La sua voce limpida e la presenza generosa sostengono un racconto che predilige la sostanza alle sovrastrutture. Sotto la regia di Evita Ciri, emergono sfumature intime: dettagli che diventano memoria condivisa, passaggi che restituiscono la complessità di una donna capace di unire autorevolezza e tenerezza.

La tessitura sonora firmata da Peppe d’Argenzio (Avion Travel) ed Emanuele Bultrini (BabelNova Orchestra) non è semplice accompagnamento: è dialogo. Sax, chitarre ed elettronica costruiscono un ambiente acustico raffinato e avvolgente, che amplifica il respiro narrativo e avvicina il pubblico a un tono quasi confessionale. La musica diventa parte del racconto, rilasciando una vibrazione calda che abita lo spazio scenico e lo rende intimo. È una drammaturgia sonora che illumina il non detto, suggerisce passaggi emotivi, tiene insieme tempi e silenzi.

“Ho amato tutto” ha già incontrato luoghi simbolici dell’Umbria – Parrano, Montegabbione, il Teatro Romano di Gubbio e l’area archeologica di Carsulae – ricucendo la memoria familiare con il territorio. La tappa di Corciano prosegue questo legame in continuità: non un semplice ritorno, ma un riconoscimento. Lo spazio del Teatro della Filarmonica, per misura e vocazione, permette agli artisti di raggiungere la platea con immediatezza e calore, senza mediazioni, restituendo al pubblico la natura autentica dello spettacolo.

Il cuore dell’evento è la dignità di una vita vissuta per intero, tra responsabilità e affetti, studio e lavoro, radici e scelte. Non c’è nostalgia: c’è la concretezza di una storia che parla ancora al presente, ricordando che il patrimonio più serio è quello dei gesti quotidiani. In questo incontro fra teatro, biografia e musica, la Fondazione Noi Siamo Paola propone un rito civile e intimo, che chiama la comunità a riconoscere e tramandare ciò che conta.

La serata del 5 dicembre non è un anniversario né un tributo celebrativo: è un invito a ascoltare con attenzione, a porsi domande, a trovare in una storia singolare un alfabeto comune. Nel filo che unisce Umbria e Roma, famiglie e destini, il teatro diventa luogo di relazione. E, soprattutto, un modo sobrio e potente di dire: “Ho amato tutto” non è una dichiarazione, è una pratica.

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