Iscrizioni entro il 12 dicembre, premiazione il 10 febbraio 2026
Pubblicato il bando della quinta edizione del Premio “Ursula Grohmann”, promosso dall’Università degli Studi di Perugia attraverso il Comitato Unico di Garanzia (CUG). L’iniziativa, ormai consolidata, intende valorizzare il ruolo delle donne nella ricerca e nella divulgazione scientifica, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. La cerimonia conclusiva si svolgerà il 10 febbraio 2026, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, istituita dall’ONU nel 2015.
Il concorso, rivolto alle scuole delle province di Perugia e Terni, si articola in tre bandi distinti per l’anno scolastico 2025/2026. Per le scuole secondarie di II grado, il primo bando invita a raccontare la vita e le scoperte di una scienziata, privilegiando figure meno note, attraverso elaborati letterari o multimediali. Il secondo propone un approfondimento su un tema scientifico di interesse per la classe, con libertà di linguaggi e strumenti comunicativi. Alle scuole secondarie di I grado è invece dedicato il terzo bando, che sollecita studenti e studentesse a esplorare un argomento scientifico o a narrare la biografia di una donna di scienza, con contributi artistici, letterari o digitali.
Ogni classe potrà presentare un solo elaborato, con la possibilità di avvalersi della collaborazione di un docente dell’Ateneo perugino come tutor. La scadenza per la presentazione dei lavori è fissata al 12 dicembre 2025.
Il Premio “Ursula Grohmann” si conferma come strumento di sensibilizzazione e crescita culturale, volto a contrastare stereotipi e barriere di genere ancora presenti nelle discipline STEM. L’iniziativa mira a stimolare la consapevolezza del contributo femminile alla scienza e a incoraggiare la partecipazione attiva delle giovani generazioni, favorendo un dialogo tra scuola e università.
La manifestazione “Donne in Scienza”, che accompagnerà la premiazione, sarà occasione di confronto e condivisione, con l’obiettivo di rendere visibile il talento femminile e di promuovere un futuro più equo e inclusivo nel mondo della ricerca.

Commenta per primo