Eventi, degustazioni e cultura tra storia e territorio umbro
Domenica 9 novembre il Castello di Montegiove, nel cuore dell’Umbria, sarà teatro della terza edizione della Festa dell’Agricoltura/Coltiviamo la Cultura 2025, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) Ets. L’iniziativa, che coinvolge 50 dimore storiche in tutta Italia, intende mettere in luce il profondo legame tra agricoltura, cultura e territorio, valorizzando le antiche residenze come motori di sviluppo sostenibile.
Nel corso della mattinata, il castello aprirà le sue porte al pubblico con un programma di incontri e attività dedicati alla conoscenza delle tradizioni rurali e delle eccellenze locali. Gli interventi saranno curati da Luca Montecchi, storico ed esperto delle vicende orvietane, che illustrerà il rapporto tra agricoltura e dimore storiche nell’Alto Orvietano; dai ricercatori Paolo Storchi e Paolo Valentini, impegnati nel recupero del germoplasma viticolo della zona; e da Silvio Manglaviti, geografo, che analizzerà il paesaggio agrario di Montegiove attraverso antiche rappresentazioni cartografiche.
Il pubblico potrà inoltre partecipare a visite guidate alla cantina del castello e assistere, alle ore 12:00, a uno show cooking con degustazione organizzato dal Consorzio di tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, con piatti che esalteranno i sapori autentici del territorio. Per tutta la mattina, nelle sale del maniero, saranno presenti produttori locali pronti a far conoscere le proprie specialità attraverso assaggi e racconti di tradizione.
Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato, citati da ADSI, il 39% delle dimore storiche italiane che svolgono attività agricola ottiene da questa oltre il 75% del reddito annuo, mentre nel 21% dei casi il valore si colloca tra il 50% e il 75%. Una conferma concreta del ruolo produttivo e sostenibile di queste realtà, capaci di coniugare valorizzazione culturale e agricoltura.
Inoltre, la vitivinicoltura e l’enoturismo si rivelano elementi trainanti: il 100% delle dimore che producono vino offre percorsi di degustazione, e l’85% ha registrato un incremento delle visite nell’ultimo anno, in un terzo dei casi superiore al 30%. Questi dati evidenziano come la sinergia tra patrimonio storico e rurale rappresenti un volano per la promozione turistica e per la tutela del Made in Italy, unendo esperienze sensoriali, conoscenza e sostenibilità.
L’ingresso alle attività della giornata sarà libero e senza necessità di prenotazione, per favorire la partecipazione di cittadini e visitatori desiderosi di riscoprire il legame autentico tra natura, cultura e identità locale.

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