Perugia ricorda Falcone a 33 anni da Capaci

Perugia ricorda Falcone a 33 anni da Capaci

Omaggio al magistrato e alle vittime della strage mafiosa

Nel 33° anniversario della strage di Capaci, anche Perugia ha reso omaggio a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi il 23 maggio 1992 in un attentato mafioso sull’autostrada A29, nei pressi di Palermo. Le celebrazioni umbre, organizzate dall’associazione Clizia in collaborazione con Rai Umbria e Fondazione Falcone, con il patrocinio delle principali istituzioni locali, si sono articolate in due momenti distinti che hanno coinvolto istituzioni, forze dell’ordine e studenti.

La giornata è cominciata a Palazzo dei Priori con la cerimonia ufficiale in cui è stata affissa sulla facciata del municipio un’opera commemorativa: un lenzuolo artistico realizzato dagli alunni del Liceo Artistico Bernardino di Betto sotto la guida del professor Valerio Niccacci. L’elaborato, simbolo di memoria e impegno civile, è stato consegnato alla sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, colonnello Sergio Molinari, alla presenza delle autorità civili e militari.

Alla cerimonia hanno preso parte anche il vicesindaco Marco Pierini, l’assessora alla cultura Costanza Spera, il prefetto Francesco Zito, il questore Dario Sallustio e la comandante della polizia municipale Nicoletta Caponi. La consegna dell’opera ha rappresentato un gesto simbolico ma significativo, attraverso il quale è stata sottolineata la continuità del ricordo collettivo e l’importanza della partecipazione civica nella lotta alla criminalità organizzata.

Durante l’intervento istituzionale, il colonnello Molinari ha ribadito che l’eredità di Falcone continua a influenzare le coscienze, rappresentando un riferimento costante per la società civile e per le forze dell’ordine. Ha inoltre annunciato che le opere realizzate negli anni dagli studenti verranno gradualmente esposte nella sede del comando provinciale dei Carabinieri, come testimonianza tangibile di un impegno che si rinnova nel tempo.

Nel suo intervento, la sindaca Ferdinandi ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei giovani nella diffusione dei valori della legalità. Secondo la prima cittadina, il sacrificio delle vittime della mafia deve tradursi in uno sforzo collettivo per costruire una comunità coesa e consapevole, in grado di affrontare le sfide contemporanee. Ha inoltre evidenziato come la partecipazione degli studenti del Liceo Artistico rappresenti un segnale positivo di speranza e di continuità generazionale nella memoria e nell’impegno civile.

A chiudere gli interventi della mattinata è stato il questore di Perugia, Dario Sallustio, che ha rievocato gli anni trascorsi a Palermo durante la stagione più drammatica della lotta alla mafia. Ha rimarcato la necessità di mantenere alta la soglia di attenzione e ha invitato tutti i cittadini ad assumersi la responsabilità di continuare la battaglia intrapresa da Falcone e dagli altri servitori dello Stato caduti nella lotta alla criminalità organizzata.

Il secondo appuntamento della giornata si è svolto nel pomeriggio presso la Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio Regionale dell’Umbria. Qui si è tenuto un incontro pubblico che ha coinvolto studenti e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di approfondire i temi legati alla memoria e alla cultura della legalità.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle massime autorità civili e militari della città e della regione: il vicesindaco Marco Pierini, il prefetto Francesco Zito, l’ex procuratore generale Fausto Cardella, l’attuale procuratore generale Sergio Sottani, il questore Dario Sallustio, la presidente dell’Assemblea Legislativa Regionale Sarah Bistocchi e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. A moderare il dibattito è stato Luca Ginetto, caporedattore della TGR Umbria.

Nel suo saluto iniziale, l’assessore Pierini ha richiamato la celebre frase di Giovanni Falcone – “Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini” – come emblema di un’eredità morale da preservare e trasmettere. Ha sottolineato come le idee del magistrato non siano rimaste confinate nel passato, ma continuino a vivere attraverso l’impegno quotidiano di chi opera nelle istituzioni, nella scuola, nella società civile.

Pierini ha poi ricordato come Falcone abbia sempre sostenuto che la mafia è un fenomeno umano, e come tale destinato ad avere una fine. Perché ciò avvenga, ha aggiunto, è indispensabile la sinergia tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. Solo attraverso un cambiamento culturale profondo si potrà togliere linfa vitale alla criminalità organizzata, sottraendole consenso e legittimità.

L’incontro ha visto la partecipazione attiva degli studenti del Liceo Classico e Musicale Annibale Mariotti e di quelli del Liceo Artistico Bernardino di Betto, che hanno contribuito con domande e riflessioni, testimoniando un interesse autentico per i temi trattati. In un contesto educativo e istituzionale, l’ascolto e il confronto hanno rappresentato un momento significativo di crescita e consapevolezza.

Nel corso dell’evento è stato trasmesso un videomessaggio di saluto da parte della professoressa Maria Falcone, sorella del magistrato e presidente della Fondazione a lui intitolata. Il suo contributo ha fornito una testimonianza diretta del lavoro portato avanti dalla Fondazione nel campo dell’educazione alla legalità e nella promozione della memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Inoltre, attraverso un collegamento in diretta con Palermo, i presenti hanno potuto assistere all’inaugurazione del “Museo del Presente di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. L’iniziativa, destinata a diventare un punto di riferimento culturale e didattico per le giovani generazioni, rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di trasmissione della memoria e dei valori che hanno ispirato la vita e l’opera dei due magistrati.

L’intera giornata perugina si è dunque sviluppata all’insegna della riflessione, della partecipazione e della memoria condivisa. Un tributo sentito che conferma, a 33 anni di distanza, l’attualità dell’impegno di Giovanni Falcone nella lotta alla mafia e nella promozione di una cultura fondata sulla giustizia e sul rispetto delle regole.

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