Umbricellum, Galgano e Ricciardi (SC): bene il ricorso al Tar per riaffermare la democrazia

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“L’Umbricellum è una delle leggi elettorali più incostituzionali d’Italia, ha leso il principio di democrazia rappresentativa e i diritti degli elettori che, il 31 maggio, hanno manifestato la loro voglia di cambiamento andando alle urne e ha legittimato un governo che ha ottenuto poco più del 23% dei consensi degli aventi diritto. Per questo, anche noi ci schieriamo a favore del ricorso al Tar che verrà presentato in aggiunta a quello al giudice ordinario”. Ad annunciarlo, il giorno dopo la proclamazione degli eletti, la deputata di Scelta Civica, Adriana Galgano e il coordinatore regionale Michele Ricciardi che evidenziano come “quella approvata dal consiglio regionale sia una normativa a misura di sondaggio, scritta appositamente per favorire il mantenimento dello status quo”.

“E’ un testo che è stato confezionato per far fronte al calo di consensi riscontrato nei confronti dell’amministrazione – continuano Galgano e Ricciardi – e che non tiene conto realmente delle scelte degli umbri. Per non parlare del fatto che ci sono state liste privilegiate rispetto ad altre con una conseguente rappresentazione falsata delle forze politiche nel nuovo Consiglio. Abbiamo già aderito al Comitato per la democrazia – ricordano gli esponenti di SC – e appoggiato il ricorso al giudice ordinario contro il premio di maggioranza assegnato senza soglia minima di voti e quello ‘al miglior perdente’. Ora, a proclamazione degli eletti avvenuta, abbiamo deciso di continuare la battaglia contro l’Umbricellum”.

“La nostra Costituzione assegna un valore fondante alla sovranità popolare – proseguono Galgano e Ricciardi – e definisce il voto come “personale, segreto e uguale”. Con l’Umbricellum ci sono stati elettori che hanno pesato più altri e coalizioni che sono state sovrarappresentate rispetto ad altre. L’esito della consultazione, dunque, è stato viziato e i cittadini sono stati raggirati per favorire i partiti già presenti in Regione. E’ ora di dire basta a questo stato di cose – chiudono i due – e di riaffermare i principi democratici: noi abbiamo deciso di farlo e andremo avanti più determinati che mai”.

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