Lo spareggio a distanza Perugia-Padova ma per chi fa il tifo Dante Alighieri ?

Nella Divina Commedia il sommo poeta cita Padova tre volte e Perugia in due occasioni

 
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Lo spareggio a distanza Perugia-Padova, per chi fa il tifo Dante Alighieri?

Lo spareggio a distanza Perugia-Padova, per chi fa il tifo Dante Alighieri?

di Elio Clero Bertoldi
É uno spareggio, singolare perché indiretto (i due competitor non si affrontano in un faccia a faccia, ma con diversi avversari: il Perugia fuori casa con la Feralpisalo, il Padova in casa con la Samb, club in stato fallimentare), ma non per questo meno vivo, meno sentito, meno al cardiopalma. Come in una estenuante corsa a tappe la squadra patavina che é rimasta a lungo in testa (per più della metà delle giornate: 25) si é fatta agganciare proprio sulla dirittura finale dal più insistente ed irriducibile inseguitore, dopo che Modena prima e Sudtirol poi, avevano mollato prima di entrare nella dirittura d’arrivo.

In queste ultime ore le due città, sedi di rilevanti ed antiche università, si misurano a distanza. I tifosi di entrambe le realtà vivono, trepidanti, istanti di attesa, in questa settimana che si sta rivelando lunghissima. D’altronde questa “é la madre di tutte le guerre”. Quella che deciderà chi salirà in Paradiso e chi resterà, se non all’inferno, quanto meno in Purgatorio. Questa metafora dantesca consente di miscelare un pizzico di cultura spicciola con il mondo pallonaro, anche per sdrammatizzare le serie di ripicche che si sono registrate, a torto o a ragione, sui rispettivi fronti e sui quali non bale la pena di tornare.

Nella Divina Commedia il sommo poeta cita Padova tre volte e Perugi in due occasioni.

Il centro veneto viene menzionato nel IX canto del Paradiso con i versi: “Tosto fia che Padova al palude/cangerá l’acqua che Vincenza cambia/per essere al dover le genti crude”; nelle altre due circostanze indica genericamente i padovani (Inferno, XV) e gli Antenòri (mitico fondatore della città).
Di Perugia “il ghibellino fuggiasca” parla invece due volte ed entrambe in Paradiso. Nel VI canto quando accenna al Bellum perusinum (“Perugia fu dolente”) e nell’XI (onde Perugia sente caldo e freddo da Porta Sole”).

Chi ama interpretare il futuro dai piccoli segni si scateni. Chi si affanna in riti scaramantici o consulta i tarocchi o accarezza i gufi aggiunga questi particolare nella lettura del futuro. Insomma: un gioco nel gioco.

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