Umbria Pride 2024 migliaia di manifestanti corteo orgoglio e dignità

Oltre 50 organizzazioni e realtà regionali aderiscono all'evento

Umbria Pride 2024 migliaia di manifestanti corteo orgoglio e dignità

Umbria Pride 2024 migliaia di manifestanti corteo orgoglio e dignità

La comunità LGBTQIA+ dell’Umbria e i suoi alleati si preparano a scendere in piazza per il grande corteo dell’Umbria Pride, in programma sabato 1 giugno a Perugia. L’edizione 2024 si preannuncia come la più partecipata di sempre, con migliaia di persone attese per sfilare per le strade del capoluogo regionale.

Il corteo partirà alle ore 15 da piazza Fortebraccio (Arco Etrusco) e attraverserà via Pinturicchio, via XIV Settembre, Tre Archi, Via Marconi, Via Masi e Viale Indipendenza, per concludersi con gli interventi finali dai Giardini Carducci. “Scendere in piazza quest’anno è ancora più importante”, dichiara Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos e portavoce di Umbria Pride. “Viviamo in un paese dove espressioni violente, omofobe e sessiste ricevono spesso una debole condanna, anziché una ferma risposta unanime. E questo è solo l’aspetto più evidente dei tanti attacchi che la comunità LGBTQIA+ sta subendo, anche da parte del Governo di Giorgia Meloni”.

Oltre 50 organizzazioni e realtà del territorio regionale hanno aderito al manifesto politico dell’Umbria Pride 2024, tra cui associazioni studentesche, ambientaliste, sindacati, associazioni femministe, realtà del sociale e partiti e movimenti politici. Tutti scenderanno in piazza al fianco della comunità LGBTQIA+ per chiedere pari diritti e pari dignità, al di là dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.

“Il corteo di domani sarà un segnale forte anche per la politica cittadina e regionale”, conclude Bucaioni. “In un momento importante per la vita democratica della nostra città, con le elezioni amministrative alle porte, ci sono candidate e candidati che non hanno detto una singola parola sui diritti civili e su quello che intendono fare per contrastare discriminazioni e violenze contro le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans* e intersex. Sabato non mancheremo di ricordare che chi si candida a guidare le nostre istituzioni non può più permettersi di ignorare o, peggio, avversare diritti umani e civili di una parte della comunità cittadina. Il nostro faro è e rimarrà l’Europa, non certo l’Ungheria di Orban”.

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