Neonati e bimbi fragili tutelati con anticorpo monoclonale
La Regione Umbria ha avviato dal 1° ottobre 2025 una nuova campagna sanitaria mirata a contrastare la diffusione del virus respiratorio sinciziale (Vrs), una delle principali minacce per i più piccoli durante i mesi invernali. L’iniziativa, annunciata dall’amministrazione regionale e riportata dalla stessa Regione Umbria attraverso un comunicato ufficiale, offre gratuitamente la protezione a neonati e bambini considerati a rischio.
La presidente Stefania Proietti ha sottolineato come la prevenzione rappresenti “un investimento sul futuro delle famiglie umbre”, spiegando che il progetto è il risultato di un percorso fortemente voluto e reso operativo grazie alla direzione regionale Salute. L’obiettivo è quello di garantire un presidio di tutela efficace, sicuro e accessibile, capace di ridurre sensibilmente le conseguenze più gravi che il virus può provocare.
Il Vrs, responsabile ogni anno di migliaia di casi di bronchiolite e polmonite nei più piccoli, colpisce con particolare gravità nei primi mesi di vita, quando le difese immunitarie non sono ancora mature. La campagna si basa sulla somministrazione di un anticorpo monoclonale, trattamento che offre una protezione immediata e che si mantiene valida per l’intera stagione epidemica. Diversamente dai vaccini tradizionali, questa modalità fornisce direttamente gli anticorpi necessari, garantendo una protezione passiva che non richiede il tempo di risposta tipico dell’immunizzazione classica.
Secondo quanto stabilito, il trattamento sarà effettuato nei punti nascita della regione per tutti i neonati a partire dal 1° ottobre 2025, con somministrazione prima della dimissione. Nei centri di salute territoriali potranno invece accedere i bambini nati tra il 1° agosto e il 30 settembre 2025, nonché i piccoli fino a 24 mesi affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze respiratorie. La finestra temporale individuata copre i nati da agosto 2025 fino a marzo 2026, periodo in cui il virus circola con maggiore intensità.
La Regione invita le famiglie a rivolgersi ai punti nascita o ai centri di salute del territorio per ricevere informazioni dettagliate e valutare, insieme ai professionisti sanitari, l’opportunità di aderire alla campagna.

Commenta per primo