Covid, Guariniello, “green pass al lavoro, norme senza coerenza serve chiarezza”

Covid Guariniello green pass al lavoro norme senza coerenza

Covid, Guariniello, “green pass al lavoro, norme senza coerenza serve chiarezza”

”Capisco la difficoltà della materia e la gradualità dettata da ragioni di ordine politico, ma l’importante è dare soluzioni coerenti che non introducano disparità di trattamento tra lavoratori. Al momento la situazione merita di essere migliorata”. Lo dice in un’intervista al ‘Fatto’ Raffaele Guariniello, esperto di normative sul lavoro, riferendosi al decreto che punta ad estendere il green pass a tutti i lavoratori.

Guariniello ricorda come ci siano 4 decreti, ”il problema principale è la sorte del lavoratore non vaccinato.In base al Tusl, il datore è tenuto ad adibire il lavoratore eventualmente ritenuto inidoneo dal medico (nel nostro caso il non vaccinato) ad altra mansione “ove possibile”. Il decreto 111 che dispone l’obbligo del pass per il personale scolastico e universitario è invece più drastico: l’inosservanza dell’obbligo è considerata assenza ingiustificata e dal quinto giorno si è sospesi dal lavoro e non sono più dovuti retribuzione e compensi. E questo vale anche per per i lavoratori esterni che entrino in contatto con le strutture scolastiche. Una deroga – seppur in vigore fino al 31 dicembre 2021 – al Tusl. Una soluzione ancora diversa per il personale sanitario, che ha l’obbligo di vaccinarsi. Qui il datore deve destinare ad altra mansione e, in caso di impossibilità, si incorre nella sospensione dallo stipendio. Infine per i lavoratori delle Rsa, anch’ essi soggetti all’obbligo: l’inosservanza comporta l’immediata sospensione dal lavoro. Soluzioni dunque diverse a seconda del tipo di lavoratore”.

Altra questione delicata. ”L’obbligo del Green pass non si applica ai lavoratori scolastici esenti dal vaccino in base a idonea certificazione medica. Vien da chiedersi quale sia la sorte di queste persone. I decreti legge non lo dicono. Il rischio è che nel silenzio rientri in gioco il Tusl, che torni determinante il giudizio del medico competente, che potrebbe ritenere comunque inidoneo il non vaccinato, il datore dovrebbe trovare una mansione alternativa e – ove non possibile potrebbe non essere agevole il recupero al lavoro”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*