Parcheggiatore prende a calci auto pensionata, succede all’ospedale di Foligno

Parcheggiatore violento prende a calci auto pensionata, succede a Foligno

Parcheggiatore prende a calci auto pensionata, succede all’ospedale di Foligno

«Mi dai soldi ho fame, dammi i soldi…», è quanto ha chiesto un giovanottone di colore – uno dei soliti – ad una anziana nel parcheggio dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. «Non ce li ho – ha risposto la donna che stava andando in oculistica per una visita di controllo dopo un intervento agli occhi -, non ce li ho, ma poi al bar compro qualche cosa e ti poro qualche “spiccio”».

L’africano ha bofonchiato qualche cosa, ha brontolato minacciosamente, e si è allontanato.

Tempo di fare la visita e l’anziana signora è tornata al parcheggio, l’uomo non c’era più, ma c’era invece un’altra donna, anche lei anziana che aveva assistito alla scena precedente.

Era in auto che aspettava il figlio e quindi, complici i vetri dell’auto che riflettevano il sole della giornata, non era visibile dall’esterno, aveva assistito a tutta la scena.

Quando è tornata la signora, proprietaria di una Skoda Fabia, la donna è scesa dalla sua vettura e andata da lei e le ha raccontato come è andata.

«Signora – ha detto – quanto è andata via quell’uomo, prima si è guardato attorno per assicurarsi che non lo vedesse nessuno, e poi ha dato un calcio alla sua vettura». La vittima ha fatto un giro attorno alla sua macchina e ha visto l’impronta della scarpa sulla carrozzeria dell’auto.

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Questo fatto ripropone con forza, ed è ora passata che si faccia qualche cosa, la “piaga” dei parcheggiatori abusivi violenti che sostano dalla mattina alla sera al parcheggio antistante il San Giovanni Battista senza che nessuno faccia niente.

Sono giovani, tutti robusti e vigliaccamente aggressivi. Sì, perché se hanno a che fare con un uomo, magari giovane e ben messo, non dicono nulla e neanche si avvicinano. Scelgono, invece, bene le loro vittime: anziani soli, donne sole o, magari, qualche persona che presenta una qualche forma di disabilità. E’ semplicemente ora di farla finita chiaro. Anche perché, mettendoci tutta la “carità” possibile e pure la generosità, il parcheggio del San Giovanni Battista è talmente grosso e fatto bene che non c’è proprio necessità che qualcuno stia lì a “gestire” gli spazi.

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