Matrimonio di un anziano vedovo con la badante: il tribunale di Perugia respinge le opposizioni della famiglia

Matrimonio di un anziano vedovo con la badante: il tribunale di Perugia respinge le opposizioni della famiglia

Matrimonio di un anziano vedovo con la badante: il tribunale di Perugia respinge le opposizioni della famiglia

Un anziano vedovo è pronto a convolare a nozze con la sua badante, ma la sua famiglia si oppone fermamente. La Prima sezione del tribunale civile di Perugia ha stabilito che queste opposizioni non sono valide e che il matrimonio può procedere. A riportare la notizia è il Messaggero dell’Umbria a firma di Egle Priolo.

Il caso riguarda un uomo di 89 anni che ha sorpreso la sua famiglia con i suoi piani di matrimonio con una donna molto più giovane, di 56 anni. La donna era entrata nella famiglia in passato, quando era stata assunta per assistere la moglie dell’uomo, poi deceduta.

La famiglia dell’uomo, tenuta all’oscuro fino alla pubblicazione delle partecipazioni, ha espresso preoccupazione, sostenendo che la donna potrebbe avere obiettivi personali non contemplati dal vincolo coniugale.

Il tribunale civile ha respinto queste preoccupazioni, sottolineando che l’opposizione al matrimonio può essere fatta solo “per qualunque causa che osti alla sua celebrazione”. Questo include l’insussistenza delle condizioni necessarie per contrarre matrimonio elencate dagli articoli dall’84 all’89 del codice civile: minore età, infermità di mente, parentela stretta tra i futuri coniugi o vincolo matrimoniale ancora valido.

Nessuna delle motivazioni presentate dalla famiglia rientra in queste categorie. Il tribunale ha sottolineato che la mancata comunicazione preventiva ai parenti dell’intenzione di contrarre matrimonio rientra nei profili comportamentali della persona. Inoltre, il fatto che la futura sposa possa essere sentimentalmente legata a un altro uomo non è una condizione impeditiva del matrimonio.

Anche la sordità dell’anziano non è considerata una condizione ostativa alla nuova unione. L’uomo, che si è presentato davanti al giudice, è apparso perfettamente consapevole della propria decisione e delle conseguenze patrimoniali che tale scelta ha nell’ambito della famiglia. Pertanto, il matrimonio può procedere, nonostante le preoccupazioni della famiglia.

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