L’Età dell’Oro: Capolavori dall’antichità all’arte moderna
L’Età dell’Oro – Dal 26 ottobre 2024 al 19 gennaio 2025, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ospiterà la mostra “L’età dell’oro”, un evento che unisce maestri del passato e artisti contemporanei attraverso un viaggio di nove secoli di storia dell’arte. La mostra, curata da Alessandra Mammì, Veruska Picchiarelli e Carla Scagliosi, sarà allestita nella sala Podiani e presenterà opere di celebri artisti come Gentile da Fabriano, Duccio di Boninsegna e il Maestro di San Francesco, accanto a lavori di figure contemporanee come Andy Warhol, Alberto Burri e Yves Klein.
Il tema centrale è l’uso dell’oro, simbolo di luce e sacralità, che conferisce alle opere una dimensione trascendente. Questo metallo prezioso, non soggetto a ossidazione e con una storia che risale al tardo Neolitico, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nelle arti visive, trasformando le rappresentazioni in manifestazioni spirituali. Come osserva Costantino D’Orazio, direttore dei Musei nazionali di Perugia, l’oro rappresenta “l’incorruttibile eterno” e invita a esplorare le opere del passato con una nuova prospettiva.
La mostra presenta cinquanta capolavori provenienti principalmente dalla collezione della Galleria, con un dialogo tra opere antiche e moderne che incoraggia nuove interpretazioni e connessioni. Tra i lavori esposti, si segnala il dipinto Le tre età (1905) di Gustav Klimt, un’opera che evidenzia l’importanza dell’oro nell’arte del maestro austriaco e che sarà visibile grazie a un prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Il percorso espositivo inizia con una selezione di “fondi oro” della Galleria Nazionale dell’Umbria, includendo opere di Michelangelo Pistoletto, il cui Autoritratto oro del 1960 introduce i visitatori all’utilizzo contemporaneo dell’oro. La mostra esplora quindi il XIII secolo, evidenziando come il Maestro di San Francesco abbia rivoluzionato la pittura su tavola con tecniche raffinate di foglia d’oro. Il suo capolavoro, la Deposizione del dossale di San Francesco al Prato, sarà accostato a un lavoro di Yves Klein, evidenziando un afflato spirituale comune.
In un ulteriore dialogo temporale, la Madonna col Bambino e sei angeli di Duccio di Boninsegna del 1304-1310 si confronterà con un Concetto spaziale di Lucio Fontana, sottolineando l’eleganza e la complessità della lavorazione dell’oro nel periodo senese. Altri pezzi rilevanti includono reliquiari storici, come quello di Santa Giuliana di Cataluccio, affiancato da un’opera contemporanea di Marisa Merz, che si presenta come una reliquia moderna.
La mostra culmina con una riflessione sull’evoluzione dell’uso dell’oro attraverso i secoli, fino all’apice del Quattrocento. L’esposizione di opere di Gentile da Fabriano e di altri maestri, come la Madonna col Bambino, mostra come l’oro continui a influenzare la creazione artistica fino ai giorni nostri.
Il percorso prosegue con accostamenti suggestivi, come quello tra la Crocifissione di Niccolò di Liberatore e la Tragedia civile di Jannis Kounellis, esplorando il potere simbolico dell’oro nel contesto moderno. Concludendo, il progetto espositivo si evolve in un’esperienza immersiva, aprendo a una nuova dimensione di contemplazione e interpretazione delle opere.
Questa mostra rappresenta un’opportunità unica per apprezzare la bellezza e la rilevanza dell’oro nell’arte, invitando i visitatori a esplorare la connessione tra passato e presente attraverso un viaggio che celebra la maestria artistica e la ricchezza simbolica del metallo prezioso.










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