Due luoghi, un solo spirito ad Annifo e Perugia
Nel cuore della musica di Johann Sebastian Bach cela un ordine sublime, dove numeri e simbologie si intrecciano con l’ispirazione artistica per dar vita a un’opera senza tempo. In questa idea e realtà si cela UmbriaEnsemble, che grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Matematica dell’Università di Perugia e il CAMS (Centro di Ateneo per i Musei Scientifici) presenta un’interpretazione profondamente suggestiva delle Variazioni Goldberg BWV 988. Appuntamento domenica 28 settembre, alle ore 17.30, nella Basilica di San Pietro a Perugia (Complesso Monumentale di San Pietro – Borgo XX Giugno) dove sarà illustrato il rapporto fra numeri e musica in un dialogo fra scienza e spirito, come riporta il comunicato di UmbriaEnsemble.

Secondo il progetto, i numeri non sono meri calcoli astratti, ma entità reali che permeano la struttura musicale e la sua funzione espressiva. È noto che il cognome “BACH” tradotto numericamente (2+1+3+8) dà 14, mentre “J. S. Bach” totalizza 41 — il 14 rovesciato — una simmetria che suggerisce spiragli simbolici e geometrie occulte. In questa visione, l’opera non è una semplice sequenza di note, ma un microcosmo regolato da proporzioni profonde, che riflettono ordini universali. Le Variazioni Goldberg costituiscono un terreno ideale per questo approccio: l’”Aria” iniziale introduce la struttura che si sviluppa attraverso trenta variazioni, ognuna scandita da un canone che si evolve ogni tre variazioni (dal canone all’unisono fino al nono). A chiusura, si ritorna all’Aria, in un cerchio che non si chiude ma apre a una dimensione di eterna rinascita. Le trenta variazioni, unite alle due “Arie” (d’apertura e chiusura), danno 32 elementi, e l’Aria stessa è articolata in 32 misure. Durante l’evento, il professor Nicola Ciccoli, docente di Geometria presso l’Ateneo perugino, metterà in luce il “modello numerico” illustrando come le sequenze, le simmetrie e i rapporti possano fungere da guida all’ascolto, svelando una trama invisibile che rende celato senso all’arte musicale e invitando l’ascoltatore a percepire la musica come linguaggio universale di armonia.
Sul palcoscenico musicale, la versione di Trio d’Archi di UmbriaEnsemble, eseguita da Gabriele Pieranunzi (violino), Luca Ranieri (viola) e Maria Cecilia Berioli (violoncello). Lo spettatore non è chiamato a una lezione, ma è invitato a un ascolto consapevole, attento, curioso. Ogni cambio di tempo, ogni modulazione, ogni eco armonica diventa occasione per rintracciare quel filo numerico che tende alle stelle.
Nella scia della musica, il giorno precedente, sabato 27 settembre ore 17.15, UmbriaEnsemble con l’artista svizzera Myriam Hidbr‑Dickinson (in arte Miss Flute) porterà il linguaggio musicale e numerico in un contesto naturalistico, sull’altopiano di Colfiorito, ad Annifo, nella Chiesa di Sant’Elena, recentemente restaurata dopo il sisma del terremoto del 1997. Il concerto si fonde con un’idea di immersione: musica dal vivo, natura circostante e architettura sacra dialogano, offrendo all’ascoltatore un percorso di rigenerazione sensibile. Qui il tema è mettere in relazione il suono e l’ambiente, la geometria spirituale e l’esperienza corporea. Miss Flute, con il suo flauto, introdurrà sonorità leggere, trasparenti, che sembrano raccogliere l’eco delle valli e dei boschi, mentre il trio d’archi accompagnerà il tutto con profondità e riverbero. In questo spazio, il concerto diventa quasi rito, sospeso tra fisicità e trascendenza.
Un’ occasione dei due concerti per assaporare tra le pieghe dei numeri e la luce del suono, tra scienza e poesia, perché i numeri, nel genio di Bach sono musica viva, trasparente, spirituale. Gli appuntamenti sono a ingresso libero.

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