Faceva vedere film hard sul cellulare alla nipote minorenne, condannato

Faceva vedere film hard sul cellulare alla nipote minorenne, condannato

La Corte d’appello di Perugia ha emesso una sentenza riguardo a un caso di violenza sessuale e corruzione di minore. La vittima, una ragazzina minorenne, è stata costretta dallo zio a guardare video con atti sessuali su uno smartphone. Giustizia è stata fatta, anche se ha richiesto un attento esame da parte dei giudici di secondo grado. Lo riporta oggi il Messaggero Umbria in un articolo a firma di Egle Priolo.

La Corte d’appello ha preso una posizione chiara sul caso. I giudici di secondo grado hanno sottolineato che la credibilità delle dichiarazioni della vittima, riguardo ai reati di violenza sessuale e corruzione di minore, non viene compromessa dalle contraddizioni presenti nelle testimonianze di altri soggetti, purché le dichiarazioni siano coerenti internamente e siano supportate da ulteriori elementi probatori.

La Corte d’appello, nel modificare la sentenza di primo grado, ha ritenuto provata la responsabilità penale dello zio della vittima. Lo zio aveva compiuto atti sessualmente invasivi nei confronti della nipote e l’aveva costretta a guardare atti sessuali sul proprio cellulare. La Corte ha considerato le dichiarazioni della vittima come prova sufficiente, nonostante le testimonianze contrastanti, in quanto supportate da prove documentali, come i messaggi inviati dall’imputato che erano di natura confessionale. Inoltre, è stato valutato che non vi fosse alcuna intenzione diffamatoria da parte della vittima.

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