Incontro presidenti Toscana, Umbria e Marche, via a lavoro comune

Incontro presidenti Toscana, Umbria e Marche, via a lavoro comune
Una comune riflessione sul tema dell’integrazione dei servizi tra le tre regioni e della riforma dell’assetto regionalista dello Stato.

di Luana Pioppi – PERUGIA – Un confronto per dare vita ad un «lavoro comune» che parta dal basso, dalla messa in comune di buone pratiche e servizi tra territori che condividono già molto tra di loro. È questo il percorso intrapreso dai presidenti Catiuscia Marini (Umbria), Luca Ceriscioli (Marche) ed Enrico Rossi (Toscana), presentato ieri pomeriggio a palazzo Donini a Perugia nel corso di una conferenza stampa indetta per discutere su integrazione dei servizi e riforma dell’assetto regionalista dello Stato. Tra le prime azioni che saranno messe in campo c’è quella di realizzare, ad anno nuovo, un documento da consegnare ai rispettivi Consigli dove siano espressi i contenuti ed il percorso che le regioni decideranno di intraprendere. Lo scopo è quello di rafforzare queste realtà, mettendo al centro le imprese, le persone ed il futuro delle comunità.

Un lavoro che, come ha sottolineato Ceriscioli, unirà tre regioni che contano «6 milioni di abitanti, pari al 10% della popolazione italiana, il 12% del Pil (prodotto interno lordo, ndr), 260 Comuni e tre sanità sane». «Queste tre regioni insieme – ha detto anche Marini – hanno un valore aggiunto. Se collaboriamo per razionalizzare bene i conti pubblici poi di conseguenza possiamo contribuire ad aumentare voci come il Pil e l’occupazione. Siamo tre regioni che hanno retto bene la prova sotto il profilo della spesa e dei conti pubblici».

«Immaginiamo – ha proseguito la presidente Catiuscia Marini – che si può fare un lavoro comune non calando dall’alto l’idea astratta di macroregione, ma integrando politiche e servizi, condividendo obiettivi comuni con lo scopo di rafforzare le nostre regioni, non rinunciando a qualcosa e mettendo al centro le imprese, le persone e il futuro delle comunità». Tra le azioni che saranno messe in campo c’è quella di esportare in Europa tramite un unico canale. Ma non sono mancati altri argomenti come l’agenda digitale e lo sviluppo rurale. In quanto, come hanno sottolineato ridendo i tre presidenti, i vini di Umbria, Marche e Toscana non hanno alcuna cosa da invidiare a quelli delle altre zone d’Italia.

«Per ora – ha scherzato Rossi – abbiamo solo mangiato bene (e bevuto il vino umbro Sagrantino secondo indiscrezioni ndr) e non abbiamo fatto passi avanti importanti». «La prossima tappa – ha detto ancora Ceriscioli – sarà quella di mettere insieme un documento che sarà sottoposto ai consigli regionali perché ci interessa di capire quali sono le attese delle regioni. Il percorso che facciamo si sottrae a un dibattito di pura opinione e mette in campo elementi concreti che possano aiutarci a capire qual è la direzione migliore nella riorganizzazione del sistema regionale».

«Io penso – ha sottolineato Rossi – che venti regioni in Italia siano davvero troppe, che in Europa e nel mondo ma anche rispetto alle esigenze economiche e sociali che hanno i territori, questa dimensione della regione debba essere in qualche modo superata per corrispondere a questa realtà diversa, sia istituzionale, sia economica e sociale. E quindi perché no stiamo dentro un processo e poi vediamo questo processo come si realizzerà, quali saranno tutti gli accorgimenti da mettere in campo. Partiamo dalla base, è un buon modo per partire. C’è una storia, c’è un’economia soprattutto, c’è un’identità di paesaggio, c’è un’agricoltura che in qualche modo ci identificano. E quindi ci sono anche dei problemi che ci identificano: cominciamo a lavorare su questi problemi. Per il resto vada avanti la discussione istituzionale, coinvolga, questa discussione, le forze sociali e vediamo quello che accade. A noi le riforme non fanno paura, anzi. Vorremmo che questa Italia di mezzo desse anche un contributo al resto del Paese, altre volte lo ha dato».

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