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Morto Bruno Canfora, il maestro viveva in Umbria, a Piegaro 

AUTORE DI TANTI BRANI ANCHE PER LE GEMELLE KESSLER

Morto Bruno Canfora, il maestro viveva in Umbria, a Piegaro
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Morto Bruno Canfora, il maestro viveva in Umbria, a Piegaro

Bruno Canfora, direttore d’orchestra e grande personaggio dello spettacolo, è morto nella sua casa in Umbria. Il grande maestro, che era nato a Milano nel 1924, viveva da anni nella sua villa di Piegaro. I funerali si sono svolti in forma privata proprio nella cittadina dell’hinterland lacustre e la sua salma è stata tumulata proprio nel cimitero della cittadina dove aveva vissuto per tanti anni.  Oltre che celebre direttore di orchestra, Bruno Canfora e” stato compositore e arrangiatore di tanti brani e sigle di programmi tv entrati nella storia della musica italiana.

Sue, tra le tante, “Da-da-um-pa” e “La notte e” piccola per noi” per le gemelle Kessler; “Il ballo del mattone” e “Il geghege”” per Rita Pavone; “Stasera mi butto” per Rocky Roberts; “La vita” per Shirley Bassey; “Vorrei che fosse amore”, “Sono come tu mi vuoi”, per Mina, che accompagno” in una tourne”e in Giappone.

Con l” orchestra della Rai fu protagonista di programmi-cult come “Studio Uno” e “Canzonissima“, dall”edizione del 1959 con Nino Manfredi, Paolo Panelli e Delia Scala. Canfora aveva lasciato il mondo dello spettacolo nel 1995. L” ultima sua partecipazione fu a “Papaveri e Pavere” con Pippo Baudo e Giancarlo Magalli. “Da allora e” rimasto dietro le quinte – dice il figlio Daniele, anch” egli musicista – ma non ha mai abbandonato la musica: e” stato molto vicino all”orchestra della Rai, di cui e” sempre stato un punto di riferimento, e ha curato fino a dieci anni fa gli arrangiamenti dei brani di alcuni musicisti”.

Figlio di Ludovico, dirigente della Banca Commerciale di Milano appassionato di musica e chitarrista autodidatta, si avvicina alla musica insieme al fratello maggiore Oreste, iniziando a studiare l’Oboe con il maestro Leandro Serafin, primo Oboe al Teatro alla Scala di Milano; Oreste, il fratello, si diploma in Fagotto e dopo la guerra entrerà al Teatro alla Scala dove rimarrà come primo Fagotto fino alla fine della sua carriera, Bruno invece, consegue il diploma in Oboe, entrambi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

Inizia lo studio del Pianoforte contestualmente allo studio dell’oboe al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, grazie al professor Alessandro Longo noto revisore ed al professor Enzo Calace, entrambi docenti di pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Studia teoria musicale con il M° Ettore Pozzoli.

In questi anni inoltre si avvicina al jazz grazie al suo insegnante di oboe Leandro Serafin, il quale lo spinge verso la musica americana, all’epoca difficilmente reperibile e spesso censurata dal regime perché considerata troppo “licenziosa“, iniziando a suonare in alcuni complessi. Durante la Seconda guerra mondiale, militare in marina, viene nel 1943 coinvolto dai tedeschi in un’orchestra che trasmette da un’emittente radio a Padova, suonando musica americana, e qui conosce la cantante Elsa Rovere in arte Elsa Pejrone, già voce solista del complesso del Maestro Enzo Ceragioli, con la quale avrà due dei suoi tre figli.

Con la Pejrone e con Tullio Gallo alla tromba organizza un trio che si esibisce nei locali del Veneto.

Nel 1945 viene chiamato dall’EIAR per suonare il pianoforte nell’orchestra di Venezia.

Si trasferisce a Trieste, ancora occupata dagli Alleati, dove accompagna con un complesso varie formazioni di rivista inglesi e statunitensi.

In seguito si sposta a Torino, dove nel 1948 conquista il riconoscimento del concorso Bacchetta d’oro al quale parteciparono grandi orchestre dell’epoca tra cui quelle di Armando Trovajoli e Piero Piccioni, concorso che successivamente gli aprirà le porte più importanti del panorama musicale. Nello stesso anno lavora in Germania dopodiché, al ritorno, la sua orchestra diventa una di quelle più trasmesse durante le trasmissioni radiofoniche.

Il Maestro Bruno Canfora dirige la sua orchestra durante un’esibizione in un locale (1964)

Comincia inoltre l’attività di compositore, scrivendo le prime canzoni come RoseteraOggi, domani e sempreViolette.

Negli anni sessanta diventa uno dei più noti e virtuosi direttori d’orchestra televisivi, dirigendo l’orchestra della Rai in numerosi programmi come Studio Uno e Canzonissima (a partire dall’edizione del 1959 con Nino Manfredi, Paolo Panelli e Delia Scala), lavorando spesso con il regista Antonello Falqui; nello stesso periodo inoltre firma come autore numerosi brani di successo della musica leggera italiana quali Vorrei che fosse amore, Due note, Conversazione, Sono come tu mi vuoi e Brava interpretati da Mina, Il ballo del mattone, Fortissimo, Il geghegè eseguite da Rita Pavone, la nota sigla Da-da-um-pa proposta dalle Gemelle Kessler, Stasera mi butto, portata al successo da Rocky Roberts e molte altre.

L’ultima apparizione in video è del 1995 con Papaveri e papere, un programma televisivo di intrattenimento, trasmesso da Rai Uno con cadenza settimanale, ideato da Michele Guardì che ne ha curato anche la regia. È stato direttore artistico del Festival di Sanremo e presidente della commissione concorsi per l’orchestra di musica leggera e di ritmi moderni della Rai. Tra le tante manifestazioni a cui ha partecipato ricordiamo

Un disco per l’estate 1965 con Come si fa a non volerti bene, cantata da Domenico Modugno, il Festival di Sanremo 1963 con Fermate il mondo, interpretata da Joe Sentieri e Johnny Dorelli, il Festival di Sanremo 1968 con La vita, interpretata da Elio Gandolfi e Shirley Bassey e la Mostra internazionale di musica leggera di Venezia nel 1965 con L’ultima occasione, portata al successo da Mina; inoltre ha diretto l’orchestra al Festival di Sanremo 1961, al Festival di Sanremo 1988 e all’Eurovision Song Contest 1991 ancora Festival di Sanremo 1993.

Ha diretto più volte l’orchestra della Rai in occasione del “Premio Italia” trasmesso in Eurovisione. Ha collaborato con Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scrivendo le musiche per molte commedie musicali del duo, tra cui Viola violino e viola d’amore nel 1967, con le Gemelle Kesslered Enrico Maria Salerno, Angeli in Bandiera, Un Angelo è sceso a Brooklyn, o collaborando alle orchestrazioni, come in Promesse… promesse… nel 1970, con Johnny Dorelli e Catherine Spaak; sempre in campo teatrale nel 1976 ha musicato Amori miei, scritto da Iaia Fiastri e rappresentato in tutta Italia da Ornella Vanoni, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi.

Ha inoltre partecipato ad alcuni musicarelli nella parte di sé stesso, ed ha composto le musiche di molte colonne sonore di film. I suoi “stacchetti” musicali in puro stile americano, sono molto utilizzati tutt’oggi dalle principali televisioni italiane e spagnole. Negli anni sessanta con la sua orchestra porta Mina in un’importante tournée in Giappone, dove scrive per lei un brano in giapponese dal titolo “Anata To Watashi (Tu ed io)” che riscuote un grande successo. Continua l’attività anche nei decenni successivi, sia in televisione che dal vivo con la sua orchestra. Si occupa anche di jazz sinfonico, in particolare con l’orchestra sinfonica del “Teatro Massimo” di Palermo, con la quale va più volte in tournée con dei ricercati arrangiamenti curati da Canfora in persona su musiche di Cole Porter, Gershwin, Hoagy Carmichael e molti altri autori americani.

 

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