Orvieto, ammazza la moglie e la figlia, era una famiglia per bene

Orvieto, ammazza la moglie e la figlia, era una famiglia per bene

Tante le manifestazioni di affetto e vicinanza ai parenti, agli amici, a coloro che conoscevano Carlo Carletti, Rosalba Politi e la loro figlia Cinzia. Ieri mattina Orvieto si è svegliata con una bruttissima notizia.

Carlo Carletti ha ucciso a freddo la moglie e la figlia con il suo fucile da caccia e poi si è sparato uccidendosi. La prima in bagno e la seconda in cucina. Un dramma per la città tutta.

A dare l’allarme il fratello di Carlo. Li ha cercati per tutto il pomeriggio di mercoledì, li ha chiamati al cellulare più volte, alla fine, è andato sotto casa del fratello e della cognata e ha suonato il campanello del citofono. Nessuna risposta, dal secondo piano della palazzina di vicolo Sant’Antonio al numero otto, nonostante le luci in casa fossero accese.

Ed ecco che scatta l’allarme ai carabinieri, ma solo intorno alle una della notte tra mercoledì e giovedì i militari della compagnia carabinieri di
Orvieto, guidati dal capitano Giuseppe Viviano, sono riusciti a entrare nell’appartamento grazie all’intervento dei vigili del fuoco.

In cucina a terra giaceva Cinzia Carletti, 34 anni, nel bagno il corpo della madre, Rosalba Politi, 67 anni, e in una stanzetta adibita a ripostiglio quello di Carlo Carletti, 66 anni, accanto a lui un fucile da caccia di tipo automatico, regolarmente detenuto.

Carletti, cavaliere del lavoro, un passato da militare e un presente come impiegato civile presso la caserma “Nino Bixio” sede del comando interforze Ramdife, prossimo alla pensione, era stato anche candidato nella lista del Partito Democratico alle amministrative di maggio e sindacalista, è descritto come persona sempre cordiale, alla mano, socievole. La moglie in pensione da ottobre e Cinzia, la figlia, laureata in psicologia criminale.

Una famiglia normale, gente per bene e lavoratori. Niente lasciava presagire che una tragedia di simile. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Marco Stramaglia della Procura della Repubblica di Terni, sono condotte dai carabinieri di Orvieto e dal Nucleo Investigativo di Terni. Ci sarebbero pochi dubbi sulla dinamica dei fatti. Il pm ha deciso di non disporre l’esame autoptico.

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