Nuovo sistema di gestione in ospedale a Terni
L’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni ha avviato una profonda ristrutturazione della governance chirurgica nel corso del primo trimestre del 2026. Il progetto punta alla totale riorganizzazione della programmazione operatoria, ottimizzando l’impiego delle risorse interne e abbattendo i tempi di fermo dei pazienti. Questa strategia si focalizza sull’efficienza e sulla trasparenza dei percorsi assistenziali.
I pilastri della nuova organizzazione aziendale
Il nucleo della riforma si articola attorno a due organismi specifici, ovvero il Tavolo Tecnico Chirurgico e il Centro Programmazione Interventi. Tali strutture operano per centralizzare le agende e riallineare i flussi di lavoro ai bisogni effettivi dell’utenza. Attrappo una revisione strutturata delle cartelle e un attento monitoraggio dinamico, l’azienda valuta l’appropriatezza clinica delle priorità assegnate. Di conseguenza, le posizioni non più attive vengono rimosse per garantire equità nell’accesso alle cure.
I dati del primo trimestre e le proiezioni annuali
I riscontri statistici dei primi tre mesi dell’anno evidenziano una netta inversione di tendenza rispetto all’anno precedente. Tra gennaio e marzo del 2026 le sale operatorie hanno registrato 5.653 interventi eseguiti, a fronte dei 4.962 rilevati nello stesso periodo del 2025. Questo incremento corrisponde a un aumento della produttività pari a circa il 14 per cento. Sulla base di questi parametri, la direzione stima di superare la quota di 20.000 interventi complessivi entro la fine del 2026. Si tratterebbe di un volume superiore sia ai 18.219 interventi del 2019, sia ai successivi bilanci del 2024 e del 2025.
Il crollo delle liste d’attesa e i percorsi oncologici
Il nuovo corso ha generato una contrazione tangibile dei pazienti in sosta nei registri ospedalieri. Al 31 dicembre del 2025 si contavano infatti 6.585 persone in attesa per ricoveri ordinari o day surgery, unite a 4.681 posizioni relative alla chirurgia ambulatoriale. Attualmente i pazienti in lista per i ricoveri ordinari e day surgery sono scesi a 3.661 unità, mentre i codici ambulatoriali si attestano a 3.333. L’abbattimento si traduce in un recupero del 44 per cento per la chirurgia generale e del 30 per cento per le attività ambulatoriali.
Nel settore oncologico inserito in classe di priorità A, lo standard ministeriale è stato rispettato nell’88,6 per cento dei casi. Le patologie legate a colon, mammella, retto e tiroide hanno raggiunto il 100 per cento di adempimento temporale. Inoltre, il reparto di urologia ha registrato un potenziamento delle attività del 30 per cento, accelerando le risposte per i malati di ipertrofia prostatica benigna.
Innovazione tecnologica e chirurgia robotica
L’evoluzione dei sistemi informatici ha permesso di separare nettamente la fase di presa in carico diagnostica dall’effettivo inserimento nella lista chirurgica. Il personale medico sfrutta oggi dashboard digitali capaci di monitorare in tempo reale la saturazione dei blocchi operatori e l’andamento dei costi complessivi. Parallelamente, la chirurgia robotica ha mostrato una crescita significativa, con un incremento di 36 pazienti trattati rispetto al primo trimestre del 2025 e un tasso di utilizzo delle sale dedicate che ha toccato quota 98 per cento. Il piano di efficientamento proseguirà nei prossimi mesi mediante il consolidamento dei protocolli ambulatoriali.

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